Tristezza e tradimento

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(kaos66)

L’economia viene comunemente definita come la “scienza triste”. In effetti non promette facili paradisi in terra né difficili salvezze nell’aldilà, ma “aridamente” si limita a studiare “l’uomo economico”, accontentandosi di suggerire soluzioni per migliorarne il benessere materiale: non certo roba da far “sognare le masse”. Oggi la definirei “la scienza tradita”: da sedicenti economisti “di partito” o a busta paga di Stati e banche (e relative profumate consulenze), pronti a giustificare, con complicati grafici ed algoritmi, dispendiose “programmazioni” e risparmi farlocchi; e da altrettanto sedicenti colleghi che farebbero carte false per prenderne il posto. Chi non “cavalca l’onda” rimane ai margini e dignitosamente “si accontenta” di insegnare o scrivere libri. Ogni scienza impara dai propri errori: la maggior parte degli economisti non vogliono imparare. 

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