La ritirata di Draghi

Le principali banche centrali, dal 2007 in poi, hanno stampato  ventiseimila miliardi di dollari, per comprare titoli di Stato utili a finanziare l’allegro debito dei politici (helicopter money): moneta buona presa in prestito dai cittadini che i Governi restituiranno ai cittadini stessi con moneta cattiva (danaro inflazionato), come ben sa chiunque si è trovato a dover estinguere un mutuo. Ora bisogna impedire che anche tutti gli altri buoi fuggano e i cattivi guardiani disperatamente cercano di chiudere le porte della stalla (ritirare questa liquidità in eccesso).Per Mario Draghi, un tempo osannato stampatore e al momento prestigioso beneficiario di questa velenosa manna, niente più ricreazione: è finita l’epoca del danaro facile, è arrivata l’ora della ritirata, chiosa implacabile il Sole 24 Ore (stavolta davvero illuminante).

Reazioni avverse

La reazione avversa al vaccino a vettore virale Astrazeneca ha ucciso tre giovani ragazze, purtroppo prima che scattasse la raccomandazione di somministrarlo solo agli ultrasessantenni. € 77.468,53: questo il danno risarcito a ciascuna vittima, con precisione degna di un estimo catastale aggiornato. Lo Stato siamo noi: quindi nessun governante risponderà in proprio, essendo i suddetti risarcimenti  (e gli stipendi dei magistrati investiti dei casi) a carico del popolo bue. Compresi quei bovini che per caso abbiano accusato anch’essi una qualche reazione avversa. Senza tener conto che la somma stabilita per il risarcimento mi sembra eccessiva… nel caso di reazione avversa accusata da un membro del Governo.

La prova generale

Nel conflitto russo-ucraino (tra i governi, i popoli se ne stracatafottono) la Cina (e qui direi popolo e governo) ha mantenuto un inquietante silenzio. E se fosse un prova generale di qualcos’altro? (Si chiede Gaetano Masciullo, Marca di confine, pag.45). La Cina potrebbe aver dato il suo placet all’invasione ucraina per capire a che tipo di reazione internazionale possa andare incontro con l’annessione di Taiwan e repressione di Hong Kong. Intanto emergono dati alquanto preoccupanti sull’andamento dell’economia cinese: giù produzione e vendite. La prova generale è riuscita in pieno, non è stato nemmeno necessario aspettare le sanzioni.

Semel in anno licet europeggiare

Sono in corso novantotto procedure dell’Unione Europea contro l’Italia per mancata attuazione delle direttive. Dal 2012 ad oggi le sentenza di condanna per inadempimenti dell’Italia ci sono costate più di settecentocinquanta milioni di euro. Il 17 maggio si celebra la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, riconosciuta dall’ONU e dall’UE. Non dall’Italia, in quanto prevista dall’articolo 7 del chiacchieratissimo “DL ZAN”, impantanatosi nella palude dell’italico senato: il che non ha impedito affatto al diligentissimo Ministero della Pubblica Istruzione di impartire le opportune istruzioni a chi di dovere. Non è ancora chiaro se l’Unione Europea ci faccia uno sconticino sulle multe, come premio per il ravvedimento operoso; o se invece apra un’altra procedura contro l’Italia per abusiva applicazione di disposizioni europee.

Zona Rossa

(Giuseppe Pellegrini)

La regione Lazio è di nuovo zona rossa, carta canta. Il Presidente Nicola Zingaretti ha firmato l’ordinanza, che divide il territorio in due zone: un’area infettiva provvisoria, per la quale vigono i soliti stringenti divieti, ed una semplice zona di attenzione (per noi, pratici di covid e di dpcm, diciamo pure arancione). Attenzione, nessuna ennesima ondata! L’allarme (porca troia!) riguarda la peste suina diffusa dai cinghiali. In attesa che, come l’Umbria, anche la Regione Lazio provveda, si consiglia prudenza: i cinghiali non sono in lockdown e girano sfacciatamente senza mascherina.

La domanda sbagliata

Il vulcanico imprenditore Elon Musk (quello della Tesla), per quarantaquattro miliardi di dollari ha acquisito Twitter, il social che, dopo l’assalto a Capitol Hill, aveva messo al bando Donal Trump per istigazione alla violenza. Bando peraltro dallo stesso Musk definito, senza mezzi termini, moralmente sbagliato ed estremamente stupido. Il non meno vulcanico Trump, dal  canto suo, da un lato era ricorso al giudice, sostenendo che il social aveva violato il primo emendamento della Costituzione sulla libertà di parola, agendo sotto minaccia politica di una regolamentazione punitiva; dall’altro aveva fondato la piattaforma Truth Social; né al momento pare intenzionato a ritornare su Twitter. Il giudice, a sua volta, aveva respinto il ricorso di Trump; il motivo ben lo spiegano, delle colonne del confindustriale Sole 24 Ore, Giusella Finocchiaro ed Oreste Pollicino: nei rapporti orizzontali tra privati, il potere pubblico fa un passo indietro in nome della tutela, pietra angolare su cui si costruisce l’intero ordinamento statunitense, della libertà dell’individuo. Peraltro, grazie a Musk, ipoteticamente Donald Trump potrebbe impunemente tornare ad incitare alla violenza, con grande disappunto dei due solari suddetti cronisti, timorosi dei devastanti effetti di un liberismo digitale senza freni (con buona pace della pietra angolare della libertà dell’individuo). Questa, a loro parere, la domanda: Twitter, rimuovendo l’account di Donald Trump ha esercitato, pur rimanendo un soggetto privato, delle funzioni assimilabili a quelle che spettano [legittimamente: n.d.r.] allo Stato? E giù un profluvio di supercorrette considerazioni sull’auspicabile equiparazione tra attori statali e piattaforme digitali private. In preda alla sacrosanta foga del sacrosanto controllo statale nel sacrosanto solito pubblico interesse, i due compari non hanno minimamente immaginato che la domanda giusta era un’altra: è lecito che lo Stato, rimuovendo l’account di Trump, si arroghi il diritto a discriminare, che spetta legittimamente solo ai privati?

A buon navigator false parole

Avvertenza: i lettori umani sono pregati di sostituire ogni parola in corsivo con la prima che viene in mente. L’algoritmo di Facebook, invece, è pregato di attenersi scrupolosamente al testo. La clausura dei famigerati fact-checker del faccialibro, sempre appeperonati al mainstream di turno,  ha abbondantemente sorpassato la soglia del ridicolo. Non puoi professare apertamente disgusto per il salame Negroni, pena incitamento all’olio razziale: ma puoi correttamente discutere solo di chinotto Neri. Se poi trovi assurdo l’ingiustificato prolungamento della convivenza con la compagna vaginale, implacabile scatta l’invito a prendere visione della policy sull’emergenza comic. Vi è consentito condividere pensieri insulsi, ma non lasciatevi scappare che l’avete fatto per ammazzare il tempo o uccidere la noia. Se proprio non potete fare a meno di elogiare l’ex Presidente USA e getta, tenete ben presente che il suo nome è Tram. Se infine sfacciatamente volete professare amore per vostra moglie, che di notte russa, non cedete all’impulso: nessun problema, invece per l’amante ucraina (e a maggior ragione per l’amante ucraino).

Il sistema infallibile

C’è un sistema infallibile per schiavizzare un popolo senza che i più nemmeno se ne accorgano: emettere molte leggi per regolare minuziosamente  ogni aspetto della vita e per proteggere qualsiasi categoria meritevole di tutela. Se lo si vuole anche impoverire, invece, bisogna perseguire l’uguaglianza, aiutando il maggior numero di persone possibile: infatti più uguaglianza si vuole introdurre, più potere politico occorre impiegare*

** Guglielmo Piombini, La croce contro il leviatano, p. 200)

Attacco all’Italia

(Pino Pellegrini)

Operazione Attacco all’Italia del collettivo hacker filorusso Killnet. Rivendicato il blocco di diversi siti italiani: Senato, Difesa, Scuola alti studi di Lucca, Istituto superiore di Sanità, Banca Compass, Infomedix (una società di servizi alle aziende), Aci, nonché (tutto fa brodo) la kermesse canora Eurovision Song Contest. Risparmiati invece Ministero Finanze ed Agenzia Entrate: non sarebbe stato un attacco, ma un favore all’Italia.

Il carosello del debito buono

L’elenco delle elemosine è in continuo aggiornamento. La versione  completa sarà pubblicata, a norma delle vigenti leggi sulla trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione, appena possibile  (prossima pausa preelettorale).