Zuppa e bane bagnato

(Pipa)

Zelensky ha nazionalizzato cinque società d’importanza strategica per la guerra contro l’invasore russo: il produttore di motori Motor Sich, le società energetiche Ukrnafta e Ukrtatnafta, il produttore di veicoli AvtoKrAZ e il produttore di trasformatori Zaporizhtransformator. Il ministro della Difesa, Oleskiy Reznikov, ha affermato: Questa non è una nazionalizzazione, questa è una presa in consegna diretta di beni durante la guerra. Si tratta di istituti giuridici totalmente diversi. Quadra: da Putin nessuna invasione, ma solo “operazione militare speciale”, da Zelenski nessuna nazionalizzazione, ma solo “presa in consegna diretta dei beni”.

Coraggio, lacrime e debiti

Giorgia Meloni, sentendo ardere in petto l’irrefrenabile fuoco riformatore di Margareth Tatcher, c’è andata giù duro: Quando si ha il coraggio di prendere scelte anche impopolari è qualcosa di importante. Infatti lo scostamento di bilancio passerà dal draghiano 3,9%  al … meloniano 4,5% (cosa vuoi che siano una decina di miliardi extra?). Decisamente una manovra lacrime e… debiti. Aveva ragione don Abbondio: Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare.

Il podio

Mentre la sinistra femminista e barricadiera straparlava  di gender gap (e di annessi fondi pnrr), zitta zitta la destra le soffiava il record: Meloni primo premier donna in Italia. Ma, se smettono di trastullarsi con segretaricìdi, poltronologia ed aria fritta, PD & Co. fanno ancora in tempo ad accaparrarsi il podio di primo premier transgender.

Oste russo ed Europa avvinazzata

L’Unione Europea faceva conto, pur facendo guerra all’oste, di potersi ubriacare di gas russo al “giusto” prezzo  o almeno di avere un po’ di tempo per trovare altro oste disponibile. L’oste russo (essendo, in quanto oste, un mercante) ha fatto orecchio da mercante ed ha alzato il prezzo: a dismisura, a giudizio della disinteressata UE, che non è rimasta affatto a guardare. La Commissione, infatti ha proposto un tetto a  275 euro (che dovrebbe scattare alle solite cervellotiche condizioni): non saranno possibili ordini ad un prezzo superiore. Pignoli e studiosi di euroburocrazia saranno lieti di apprendere che queste “correzioni” saranno gestite dall’Agenzia per la Cooperazione fra i Regolatori nazionali dell’Energia (nota con l’acronimo ACER). E se l’oste, come già minacciato, non ci stesse? No problem: la Commissione potrebbe decidere di sospendere il tetto… quando vengono individuati rischi per la sicurezza delle forniture nell’Unione europea.

Abrogazione tacita

Le leggi cessano di essere in vigore in due modi: abrogazione espressa o tacita. La prima è l’eliminazione da parte di legge successiva; la seconda per incompatibilità con leggi successive regolanti la stessa materia. Il decimo comandamento (Non desiderare la roba altrui) è stato tacitamente abrogato per incompatibilità con le successive leggi.

Tutto il mondo è (bel)paese

L’Inghilterra è in recessione. Il Governo annuncia una manovra lacrime e sangue, con aumento delle tasse e riduzione della spesa. Mentre gli aumenti delle tasse scatteranno a breve, i tagli alla spesa saranno spalmati su un periodo più lungo per ridurre il loro impatto negativo, ma anche per favorire una vittoria dei Tories alle elezioni del 2024 (Ohibò, Il Sole 24 Ore).

Volpi e galline

Finalmente la lungamente attesa stretta dei mano tra e Xi Jinpin e Joe Biden,  Dobbiamo gestire la competizione dei due nostri paesi… per garantire che non diventi conflitto ha detto Biden. Ovviamente si riferiva solo ai conflitti tra Cina ed USA.

Fuoco di sbarramento

(Pillinini)

È asciutto pazzo ‘o padrone. A firma Dino Pesole  i raggi del Sole 24 Ore il 15 novembre fanno luce nella giusta direzione. La spesa pubblica ha raggiunto l’astronomica cifra di 1.029 miliardi: 77 miliardi per interessi, 82 in conto capitale, 870 aggredibili dai risparmi, allo scopo di finanziare un incisivo taglio delle tasse (circa 50, 60 miliardi, cd. spese fiscali); 870 miliardi correttamente aggredibili, cioè al di fuori della facile scorciatoia del ricorso a nuovo indebitamento. Finora nulla si è fatto, poiché intervenire su questo fronte può comportare un costo in termini di consenso. Occorre una univoca e ferma volontà politica. Infatti… l’ennesima spending review targata Meloni è decisamente modesta: 800 milioni nel 2023, 1,2 miliardi nel 2024 e 1,5 miliardi nel 2025 (minimo sindacale per incassare i fondi Pnrr). La “presidente” proceda pure tranquilla: le opposizioni hanno preferito dirottare un nutrito fuoco di sbarramento  rave party e migranti.

Import-export di migranti

Problema dei flussi migratori. La posizione italiana è chiara: serve una soluzione europea, anche per evitare che le imbarcazioni delle Organizzazioni non Governative (ONG) si riempiano non di naufraghi salvati, ma di “clienti” dei trafficanti. Sempre in materia di flussi registriamo un accordo franco-britannico: Londra (contribuenti inglesi) verserà a Parigi (governo francese) 72 milioni di euro, destinati a pattugliamenti costieri congiunti franco-britannici, droni, telecamere, elicotteri, etc. etc. L’import di migranti è dunque problema europeo, l’export problema francese: quindi anche annessi spese e “contributi”.

Prigionia antiomofoba

Pubblica un post omofobo e si becca una ricca condanna per diffamazione, con l’aggravante di aver commesso il fatto con finalità di discriminazione, odio etnico, nazionale, razziale o religioso. Delinquente in questione tal Fabio Tuiach (loschi trascorsi di consigliere comunale di Forza Nuova e Lega). Il pm (dai contribuenti a tal fine pagato) aveva chiesto dieci mesi, il giudice (dagli stessi pagato) gli ha affibbiato, pur potendo sospendere la pena, più del doppio: due anni di reclusione nelle patrie galere (per le spese di mantenimento del condannato vedi sopra). Pena da scontare, contrariamente a quanto richiesto dall’avvocato difensore, in un carcere… rigorosamente maschile.