L’avventura del povero don Cristiano*

Don Cristiano, parroco di Precenicco, doveva benedire la scuola elementare del paese, fresca di ristrutturazione. Si presentò quindi al referente di plesso (così in burocratese) in uniforme e con gli arnesi, cioè secchio e pennello (come insolentemente diceva il Peppone di guareschiana memoria)… Ordinaria amministrazione, pensava lui. Aspersioni e benedizioni procedevano tranquille, tra maestri freddamente ossequiosi ed alunni annoiati, ma non tanto (assai peggio la matematica!). Ahimè! La recita del Padre Nostro venne interrotta da una maestra correttamente rispettosa della sensibilità dei bambini di altre fedi religiosi: Non si può!  E siccome i compari maestri si mostrarono altrettanto sensibili, don Cristiano nemmeno poté invocare il nostro pane quotidiano (Dio sa se ce n’è bisogno!). Di quei pochi bambini che ci capirono qualcosa, quelli ufficialmente cattolici fecero spallucce, quelli di altra fede… pure. Le bambine musulmane, che per televisione avevano appreso dalla mala parata delle colleghe afghane, temettero, causa detta sensibilità, di non poter continuare a frequentare le lezioni. Invece alcuni ragazzetti più smaliziati, coscienziosamente seguiti dallo psicologo nella scelta definitiva del sesso, decisero di optare per quello femminile: una bella conversione e niente scuola, in nome di Allah! Don Camillo avrebbe risolto il problema fingendosi sordo agli inviti di Gesù: regolare scazzottata e finale fracassamento di cattedra sulle cervici più dure!tempra…. Ma non essendo don Cristiano dotato della tempra/corporatura del rude prete della bassa, per non intralciare il dialogo islamo-cristiano, preferì porgere l’altra guancia. E per viltade non fece  il gran rifiuto.

* da non confondere con il povero cristiano di Ignazio Silone, papa Celestino V, che risolse sbrigativamente i problemi con la Chiesa: …si dimise.

(scena dal film Don Camillo)

Libero di pagare

Sii sempre, in ogni circostanza e di fronte a tutti un uomo libero e pur di esserlo sii pronto a pagare qualsiasi prezzo. Così Sandro Pertini in una lettera del 1952 al cognato Umberto Valtolina. Ma mi faccia il piacere! A me risulta che, per essere libero, già pago lo Stato con molto più della metà del mio reddito: col risultato di ritrovarmi schiavo. Allora sarò libero, quando nessuno mi costringerà a pagare per esserlo, ma sarò io a scegliere se pagare, chi pagare e per cosa pagare: e sicuramente pagherei molto di meno.

Giuramento 2021

Questo il Giuramento di fedeltà al Regime Fascista (Maiuscolo, Ovvio): Giuro di essere fedele al Re, ai suoi Reali successori e al Regime Fascista, di osservare lealmente lo Statuto e le altre leggi dello Stato, di esercitare l’ufficio di insegnante e adempire tutti i doveri accademici col proposito di formare cittadini operosi, probi e devoti alla Patria e al Regime Fascista. Giuro che non appartengo né apparterrò ad associazioni o partiti, la cui attività non si concilii coi doveri del mio ufficio. Data l’estrema rilevanza dell’insegnamento universitario nella formazione delle incoscienze dei giovani, non attenderei il centenario (2031) per riesumarlo: Giuro di essere fedele al Presidente, ai suoi Repubblicani successori e allo Stato Centralbancario, di osservare lealmente la Costituzione e le altre leggi dello Stato, di esercitare l’ufficio di insegnante e adempire tutti i doveri accademici col proposito di formare cittadini operosi, probi, devoti alla Patria e finanziatori dello Stato Centralbancario. Giuro che non appartengo né apparterrò ad associazioni o partiti, la cui attività non si concilii coi doveri politicamente corretti del mio ufficio.

12 + 12

Accorato articolo del Sole 24 Ore (Confindustria sempre sia lodata) sui nodi tecnici che si frappongono alla Global Minimum Tax (tassa minima globale): 15% per aziende con entrate annuali superiori a 750 milioni di euro (così ha deciso l’OCSE). Accordo di portata storica… la difficoltà di stabilire regole universali per il calcolo della base imponibile… la mancanza di una lingua fiscale unificata, una sorta di esperanto tributario che non esiste in naturabilanci civilistici e fiscali diversi da paese a paese… plusvalenze… e, dulcis in fundo, le difficoltà di Biden a rialzare l’aliquota delle imposte sulle società drasticamente decurtata da “The Donald”: come potrà Biden guidare l’inasprimento della pretesa fiscale sul resto del mondo? Animata dal sacro fuoco del dagli alle perfide multinazionali, la prestigiosa testata non si pone assolutamente il problema del sostanziale ritrasferimento del maggior carico fiscale sui consumatori e piccole imprese né della massa di capitale sottratta ai redditizi investimenti delle imprese tassate per essere sperperata dai giusti tassatori (come al solito, nel pubblico interesse). E perde un’occasione d’oro per tirare in ballo la bischerata pagare tutti pagare meno. Il Sole 24 Ore: dodici  ore paladino delle imprese, 12 ore complice dello Stato.

Politico civetta 

Il cosiddetto “articolo civetta” è una pratica commerciale scorretta: si mette in vetrina un articolo dal prezzo convenientissimo al solo scopo di invogliare il cliente ad entrare in negozio; puntualmente il “convenientissimo” articolo è esaurito, la promozione è è scaduta…  bla bla bla ed il cliente viene dirottato su articoli di maggior prezzo. Roma. Elezioni comunali. L’elettore, adescato nel negozio di Calende dal motto  “un sindaco, non un partito”, si è ritrovato dirottato nella mandria elettorale di Gualtieri e leale oppositoredel PD (chiarimento per gli stranieri di passaggio: il PD è il partito di Gualtieri)

Pareggio macho

Da un’indagine (report, fa più fino) di un importante editore scientifico è emerso che quasi la metà (44%) dei ricercatori scientifici italiani sono donne (senza alcun aiutino, a quanto pare). Con la consueta tempestività, la politica si è adeguata: della miliardata Recovery Fund sei sono destinati alla ricerca; dei quali sono riservati alle donne (anche se meno in gamba dei maschietti) il… 40%. Ragazzi, tenetevi pronti: quando le donne saranno arrivate al 51%, invocate le quote azzurre. E a culo gli altri sessi!

Serio e faceto, fritto e rifritto

Roma. Elezioni comunali. Sciorinando insospettabile senso dell’humor, Carlo Calenda, escluso dal ballottaggio, ha invitato i propri elettori a far convergere i loro voti su Roberto Gualtieri, ineccepibile candidato del PD. Così motivando: Il punto su cui battere Michetti è che non c’è un programma per Roma. Quello di Gualtieri invece è troppo conservatore. Ogni scherzo nasconde un fondo di verità: i non-programmi di Gualtieri e di Michetti sono  aria fritta; ma per quello di Michetti, in buona parte scopiazzato, è stato usato olio rifritto.

Vietato sputare (a terra)

Curioso, Gabriele Ottaiano – armonicollezionista, Ciro Formisano)

Vietato sputare sul pavimento!!! Ma questa targa dove l’hai trovata?

Ho ripulito una vecchia rimessa, figurati, mio nonno ci teneva il calesse!

Perché, c’entrava gente che sputava per terra? Niente di meno?

Ma no! ’Ste targhe una volta stavano dai barbieri, nei locali pubblici, pure in chiesa…Zio Gasparre diceva che questa, proprio questa, stava nella saletta di un casino, poi… lo chiusero. 

E buttala! Mò che te ne fai?

Manco pe’ sogno! La regalo al Presidente del Consiglio!

E perché mai?

Primo: mi sembra giusto che la targa in un casino stava e in un casino ritorni. Secondo: è bene che i visitatori sappiano che sul pavimento non possono sputare, ma, se capita a tiro qualche inquilino… nessun problema!

Preghiera per la pace al Colosseo

Gatti, volpi, lupi, agnelli. E trippa

Bancomat per bitcoin. In tutto il mondo sono più di ventiquattromila, ma (dato più importante) ben tredicimila negli ultimi nove mesi. E dal 7 settembre 2021 la criptovaluta per eccellenza è valuta legale di uno stato sovrano, El Salvador; dove peraltro troviamo solo quattro bancomat. Il grosso è in America settentrionale. In Italia siamo a quarantanove e gli operatori non sono iscritti ad alcun registro, né soggetti a controlli, in attesa del… solito decreto attuativo. La banca centrale è il gatto che crea la trippa, pardon, la moneta; lo Stato è la volpe che la spende per tenersi su, servendosi dell’altro compare, il lupo, per imporla con la forza; gli agnelli la usano per alimentare gatti, volpi e lupi e quel che avanza per sopravvivere. Ma, a quanto pare, nauseati dalla trippa, hanno trovato cibo più gradito. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello che renda obsoleta la realtà esistente (R. Buckminster Fuller).  Gatti, volpi e lupi in gran parte del mondo iniziano a zoppicare. In Italia ancora camminano. E sparano paura e propaganda.