Spreco batte Evasione 2 a 1


Intestazione2.png

Mosca.jpg

(Mosca1966!)

La Confartigianato di Mestre ha pubblicato l’ennesimo autorevole studio: gli sprechi della Pubblica Amministrazione pesano circa 200 miliardi di euro l’anno, il doppio dell’evasione fiscale, valutata circa 100 miliardi di euro l’anno. Una cifra enorme, considerato che, se anche tutti gli evasori fossero “stanati”, solo una minoranza di loro avrebbe i soldi per pagare tasse evase e relative multe.

Bisognerebbe sfrondare col machete l’attuale “giungla tributaria” delle leggi fiscali. Invece si procede imperterriti con sempre nuove complicazioni: costi sociali aggiuntivi per gli onesti, appesantimento del lavoro per la macchina burocratica e sempre maggiore “appetibilità” per il lavoro “in nero”.

Annunci

Buon sangue non mente


Intestazione2.png

TUBAC.gif

(TUBAC)

Prima riunione della Direzione di “Italia Viva”, partito nato dall’ennesima scissione in casa PD (stavolta la porta l’ha sbattuta Matteo Renzi). Si parlotta in attesa dell’inizio dei “lavori”. Un “renziano” chiede all’altro: “Anche tu renziano? E di che corrente?

(vetrioloblog)

Isabella e ISAbrutti


Intestazione2.png

Cadei-ManovraSeria.jpeg

(Claudio Cadei)

ISA non è il grazioso diminutivo di Isabella. In burocratese è un acronimo: Indice Sintetico di Affidabilità del contribuente professionista o imprenditore. Non vi tedio con il meccanismo di questa inutile fabbrica di dati e di bit (talmente farraginosa da indurre allo sciopero i commercialisti): alla fine il contribuente ottiene un voto in “pagella” da 1 a 10. Ciliegina sulla torta: Il contribuente che, avendo avuto ad esempio 5 in pagella, si accorge di tardivamente aver commesso un errore a suo danno nel comunicare i dati, altrimenti avrebbe avuto 7, può correggere la dichiarazione, ma non può usufruire dei benefici della correzione.

Il principio non si applica alle “manovre correttive” dei governi: regolarmente sbagliano i conti, correggono in corso d’opera e rimangono saldamente in sella.

Zuppa e pane bagnato


Intestazione2.png

CRISI.jpg

(AGJ)

Interessanti dichiarazioni del neominstro dell’Economia Roberto Gualtieri, benignamente “scomodatosi” da Helsinki. “È ovvio che questo Governo si batte all’interno delle regole, che comprendono anche il pieno uso della flessibilità come chiesto da alcuni gruppi politici”. A precisa domanda se il debito tornerà a scendere l’anno prossimo, il nuovo ministro ha tecnicamente svicolato: “La nota di aggiornamento al Documento Economico-Finanziario (Def) è ancora in preparazione”. Il Sole 24 Ore (Confindustria sempre sia lodata) con tranquilla nonchalance commenta: “La speranza italiana è che la Commissione europea possa concedere nuovi margini di manovra” (tradotto a pane e salame, che l’Europa consenta all’Italia di indebitarcsi ancora di più)

Praticamente: il precedente governo, sbattendo “maleducatamente” i pugni sul tavolo, chiedeva la stessa cosa che l’attuale governo chiede “educatamente” con linguaggio politically correct: se non è zuppa, è pane bagnato.

Morte esemplare


Intestazione2.png

Lupini-FinalmenteSiMangia.jpg

(Armando Lupini)

Un sacerdote ricoverato in ospedale, sentendo vicina la fine, chiede al medico di chiamare urgentemente un deputato e un senatore. I due arrivano e vengono invitati a sedersi ai lati del letto. Il sacerdote li prende per mano e rimane in silenzio. Il senatore, commosso, chiede al moribondo: “Perché ha chiesto di averci al suo fianco?”. Il prete, raccolte le forze: “Vorrei anch’io morire come Gesù, tra due ladroni”

(genio anonimo)

Sfortuna grigia


Intestazione2.png

Giannelli.jpg

(Giannelli)

Pedone investito da autoambulanza: portato subito al pronto soccorso, giusto in tempo per salvarsi.

Incidente mortale sulla Statale 17. Uno dei due veicoli era un carro funebre (con ospite già deceduto).

Tristezza e tradimento


Intestazione2.png

kaos66.jpeg

(kaos66)

L’economia viene comunemente definita come la “scienza triste”. In effetti non promette facili paradisi in terra né difficili salvezze nell’aldilà, ma “aridamente” si limita a studiare “l’uomo economico”, accontentandosi di suggerire soluzioni per migliorarne il benessere materiale: non certo roba da far “sognare le masse”.

Oggi la definirei “la scienza tradita”: da sedicenti economisti “di partito” o a busta paga di Stati e banche (e relative profumate consulenze), pronti a giustificare, con complicati grafici ed algoritmi, dispendiose “programmazioni” e risparmi farlocchi; e da altrettanto sedicenti colleghi che farebbero carte false per prenderne il posto. Chi non “cavalca l’onda” rimane ai margini e dignitosamente “si accontenta” di insegnare o scrivere libri. Ogni scienza impara dai propri errori: la maggior parte degli economisti non vogliono imparare.

Una mazzata al cerchio, una alla botte


Intestazione2.png

BCE.jpg

(M.Sartori)

Ennesima inondazione di liquidità da parte della BCE (Banca Centrale Europea): ridotti i tassi sui depositi, nuovo QE (cioè acquisto di titoli di Stato) e TLTRO (parolaccia che in sostanza significa credito più facile alle aziende). Il tutto al dichiarato scopo di facilitare un’inflazione che “purtroppo” non ne vuole sapere di aumentare al 2%.

Tutto regolare: una mazzata al cerchio (la proprietà) una alla botte (pensioni e risparmio). Chiaro messaggio a scialacquatori privati e soprattutto pubblici: tranquilli, indebitatevi, poi si vedrà. Inganno subdolo agli imprenditori: credito facile per produrre beni che poi, in virtù della stessa crisi, nessuno comprerà.

Cohérence oblige


Intestazione2.png

liberomercato.jpg

(gioba)

Il sovrintendente all’istruzione pubblica dell’Arizona chiese al proprio amico Leonard Read di tenere delle lezioni: aveva persuaso la commissione didattica statale a rendere obbligatorio un corso in economia del libero mercato. Leonard rispose subito: “Capisco: si tratta di un corso obbligatorio sulla libertà”: aveva capito  che ’impresa didattica era già spacciata.*

*Gary North, Cosa è il danaro (kindle, cartaceo)

 

Salario immeritato


Intestazione2.png

SalarioMinimo.jpg

(AGJ)

Prove d’intesa nel neo-governo: salario minimo a 9 euro, contributi compresi. Sarebbe il più alto tra i paesi OCSE. Per le ore passate a chiedere consigli agli avvocati, vale ancora il principio “per ora grazie”.

In attesa di esportare questa miracolistica idea in Nigeria e vari paesi sottosviluppati (e che magari si stabilisca anche un calmiere per pane, burro e marmellata), lamento un’evidente ingiustizia: non so quanto tempo politici e teste d’uovo ministeriali abbiano impiegato per studiare questa ingegnosa misura, ma pagarli 9 euro all’ora per questo schifo di lavoro mi sembra eccessivo.