Capitan Ventosa e i risparmiatori scaltri


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(Altan)

Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, stavolta l’ha sparata grossa: “Ritengo che il debito pubblico del nostro Paese non corra alcun rischio di sostenibilità. Considerando che la sua banca ha in mano 29.867 milioni del debito italiano (e non è la meno esposta), viene di pensare a Capitan Ventosa di “Striscia la notizia”: Mi stimo e mi incoraggio!

Ma gli Italiani non sono sprovveduti. Nel 1988 il debito pubblico era in mano a cittadini privati risparmiatori per il 57%. Tra sfiducia e bassi rendimenti oggi solo per il 6%.

Amazon, Google, Facebook ed Entrate


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(AGJ)

L’Agenzia delle Entrate ha trovato un inatteso alleato in Salvatore Padula, dalle colonne del confindustriale “Sole 24 Ore”. Costui sostiene: “Sarebbe paradossale consentire a Google, Amazon e Facebook di usare i nostri dati (acquisti, viaggi, letture, amicizie) senza che noi ce ne preoccupiamo particolarmente” e che le stessa cosa sia invece vietata al fisco, per un’attività di rilevante interesse pubblico, magari nel nome della privacy”.

Forse il buon Padula dimentica che quando usiamo i servizi di Amzon, Google e Facebook premiamo, magari frettolosamente, il tasto “ACCETTO”. Quando ci affibbiano una fattura elettronica, non vogliamo condividere alcuna notizia e non premiamo alcun tasto “ACCETTO”.

Statalismo aziendalista


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(Lino Casadei)

Interessante articolo di Marco Gallone, ripreso anche dal “Sole24 Ore” (Confindustria oggi e sempre sia lodata), sulle due spine del governo (e delle nostre tasche): Alitalia ed ILVA. Per queste due aziende “decotte” non sarebbe produttiva né giusta la soluzione statalista, cioè la nazionalizzazione: per caso qualcuno ha proposto di nazionalizzare qualcuna delle 320.000 aziende agricole chiuse negli ultimi tre anni? Anche una soluzione liberista, pur avendo il pregio di non gravare sui concorrenti e di non falsare la libera concorrenza, avrebbe il “difetto” di non garantire il mantenimento dei posti di lavoro (difetto evidentemente ininfluente per i lavoratori dell’agricoltura). In definitiva non bisognerebbe essere statalisti né liberisti, ma “aziendalisti”: prima bisognerebbe attentamente valutare gli effetti anche indiretti della chiusura dell’azienda, poi eventualmente intervenire con soldi pubblici (per l’agricoltura niente “aziendalismo”)

In pratica lo stesso Stato che ha buttato soldi nelle aziende decotte dovrebbe “attentamente” valutare se “vale la pena” spenderne altri, poi magari spenderli: questo non sarebbe statalismo, ma aziendalismo!

La guerra dei dati


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(Claudio Cadei)

In atto l’ennesima battaglia della lunga guerra tra il Garante della Privacy (da noi malvolentieri pagato) e l’Agenzia delle Entrate (ancor più malvolentieri pagata). Quest’ultima, approfittando della fattura elettronica, sostiene che per combattere l’evasione sia necessario anche controllare il motivo della spesa, cioè cosa si è acquistato). Il Garante, invece, ritiene che il dato debba essere protetto da privacy.

Come è possibile che Garante Privacy ed Agenzia Entrate, entrambe da noi (malvolentieri) pagate per il famigerato “bene comune”, abbiano idee opposte di cosa sia il “bene comune”? Sta a vedere che più semplicemente combattono per giustificare l’utilità dei loro stipendi.

Bonus fantasma


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(Claudio Cadei)

Finalmente è arrivato (sempre a spese nostre) il bonus fiscale per le imprese che assumono i beneficiari del reddito di cittadinanza. Abbiamo un nuovo modulo! SRDC (Sgravio Reddito Di Cittadinanza). Il meccanismo è ampiamente spiegato dall’INPS e riportato sulla stampa di informazione.

Interessata finora una ridotta platea di imprenditori: gli assunti sono zero.

Il danaro degli altri


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(Mauro Biani)

La domanda mondiale di acciaio è in calo (tranne che in Cina) e la multinazionale ArcelorMittal  sta tagliando la produzione. in Europa, ma anche altrove (Sud Africa, Illinois). E siccome si era impegnata ad acquistare l’ILVA di Taranto, per tirarsi indietro ha colto la palla al balzo che il governo ha soppresso il cd. scudo penale: il contratto prevedeva che ArcelorMittal potesse rifiutarsi di subentrare se fosse stata penalmente responsabile per aver rilevato impianti inquinanti. Sul tavolo varie proposte, per salvare posti di lavoro (e voti): intervento di Cassa Depositi e Prestiti,  nazionalizzazione, pubblici investimenti per “riconvertire  l’area, sostituzione dei forni inquinanti.

Belle proposte, tutte con il danaro degli altri. Ma c’è un problema: il “danaro degli altri” prima o poi finisce” (Margaret Thatcher). A quanto pare, in Italia è già finito.

La matematica è un’opinione


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(pubblicità  Tufano)

Siamo alle solite: i conti della manovra non tornano, per l’atavico vizio di peccare di eccessivo ottimismo sulle entrate e di non voler tagliare le spese. Esemplare la tassa sulla plastica: da un lato il governo trionfalmente prevede che la plastic tax ridurrà l’uso della plastica a vantaggio di sostanze biodegradabili, dall’altro, per la stessa tassa, prevede entrate costanti nei prossimi anni.

Ma se la plastica in giro diminuirà, come è possibile che gli importi della tassa rimarranno costanti? Chiste so’ pazzi!

Il partito della cadrèga.


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(Vauro)

Zitto zitto il partito della cadrèga acquista sempre nuovi adepti. Al senato sono state raccolte già 50 firme per sottoporre a referendum popolare il taglio dei parlamentari da 945 a 600. Appartengono un po’ a tutti i partiti (ad eccezione di Lega e Fratelli d’Italia; ma non disperiamo, fino al 12 gennaio c’è ancora tempo). Ancora 15 senatori e il gioco è fatto. Ma perché proporre un referendum dall’esito scontato? Semplice: se si andrà al voto anticipato, saranno eletti, per l’ultima volta, 945 parlamentari.

E’ sempre la stessa strategia: tiriamo avanti ancora un po’, poi se ne parla. Cane non mangia cane.

Grandi legislatori e mezze cazette


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(m.lombezzi)

I grandi legislatori non hanno emesso, bensì soppresso le leggi. La legge ebraica aveva ben 613 precetti, 248 positivi (fa’ questo e fa’ quello) 365 negativi (non far questo). Quando un dottore della legge, per mettere alla prova Gesù, Gli chiese quale fosse il gran comandamento, Egli rispose: “Primo: Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Secondo: Ama il tuo prossimo come te stesso”. Con buona pace dei 613 precetti ebraici. Un altro grande legislatore dell’antichità fu Giustiniano, imperatore romano d’oriente,vissuto a cavallo tra il 400 e il 500 dopo Cristo. Non perché emise rivoluzionarie o geniali leggi, ma perché eliminò quelle inutili e riordinò il resto: “D’entro le leggi trasse il troppo e ‘l vano” (Dante Alighieri).

Oggi ogni mattina una mezza cazetta si sveglia ed emana una  stupida legge. E invece di avere poche leggi ma buone, ne abbiamo troppe, quasi sempre inutili o dannose.

Una prece


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(Paolo Villaggio – Fantozzi contro tutti)

Ho saputo che è possibile ottenere indulgenza per i defunti: servono confessione, comunione eucaristica e visita al cimitero. Non più di un defunto al giorno. Ho chiesto al parroco: “La cosa funziona, anche per i politici defunti?” E lui mi ha garantito: “Figliolo, al cento per cento!” A malincuore mi sono limitato: ho prenotato una messa per Luigi Di Maio, una per Matteo Salvini ed una per Nicola Zingaretti.

Esssendomi stato garantito che la cosa funziona, non ho ritenuto opportuno chiarire che i tre in questione erano ancora vivi.