Dumas e la fantasia (fiscale) al potere

Bizzarra proposta di Mattia Santori, capo branco delle Sardine, regolarmente approdato al PD: tassa sulla seconda auto parcheggiata su suolo pubblico. Un segnale importante a tutte quelle realtà che si prendono cura gratuitamente della collettività, ha commentato il fantasioso ideatore. I ricconi proprietari di garage fanno spallucce, quelli che li offrono in locazione godono. A parte le difficoltà insite nel metter su tutto l’ambaradàn di riscossione e sanzionatorio: tanto varrebbe aumentare dello zero virgola qualcosa uno o più arbusti della folta giungla fiscale. Impossibile poi immaginare quale sollievo ne provino le non meglio definite realtà che si prendono cura gratuitamente della collettività. Così giustamente Alexandre Dumas figlio: preferisco i mascalzoni agli imbecilli, perché a volte si concedono una pausa. Il mascalzone può convertirsi o eccezionalmente risparmiare la vittima; l’imbecille non può di punto in bianco scegliere di non esserlo.

Amorevoli tasse

Le tasse non sono semplicemente bellissimesono amorevoli. Parola (non nel senso evangelico del termine) di Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’ADE (non nel senso di Inferi, ma di Agenzia delle Entrate): che approfitta di un comodo assist di  papa Francesco per mettere in rete a porta vuota (pensa lui). Se bene utilizzate dallo Stato (e qui casca l’asino in religione) sono destinate alla costruzione del bene comune. Lo direbbe anche Gesù, pontifica il gabelliere supremo, che, per non confondersi nella folla degli italici allenatori della nazionale di calcio e dei virologi, di autoiscrive all’ordine dei teologi. A parte un conflitto d’interesse grande come una casa, anzi come una chiesa, questa solidarietà estorta a colpi di leggi bizantine, ridicoli abusi di diritto (sistemi legali per pagare di meno), cartelle esattoriali ed espropri può solo paragonarsi all’amore di uno stupratore per la vittima di turno. Intanto i catechisti sono stati già allertati: dovranno insegnare che i soggetti della Trinità sono Padre, figlio e Spirito Santo; e che le imposte dirette sono Irpef, Ires e Irap (le principali; le altre verranno studiate nei seminari).

Parlar chiaro è per gli amici (miei)

I lupi di webmare a tempo perso potrebbero soffiare sul fumo dell’aria fritta delle 120 pagine 120 del programma elettorale di Enrico Michetti: programma scomodamente pubblicato sul sito del Campidoglio ed al 20 settembre 2021… in corso di pubblicazione sul sito del candidato. Futuro dell’ATAC (pag. 47): È necessario rilanciare l’azienda Atac. che deve rimanere pubblica in quanto soggetto erogatore di un servizio essenziale ed irrinunciabile (Ahi, ahi!). Rifiuti (pag. 30): Inoltre per l’AMA va effettuato (o vanno effettuati?) un adeguato investimento in nuovi mezzi  e una riorganizzazione completa delle officine di riparazione … È poi opportuno incrementare la disponibilità quotidiana della forza lavoro, anche con nuove assunzioni (Aridaje!). In separate interviste sono poi lanciati altri progetti postaioli: bigliettai sugli autobus (avanti, c’è posto!) e una banca per Roma, per la serie i soldi non bastano mai (per buon augurio, potrebbe chiamarsi Monte Paschi Roma). Bisogna dare atto ad Enrico Michetti di aver parlato chiaro, sia pure non urlando ai quattro venti. E parlar chiaro è per gli amici… politici.

Incompetenti professionali

Se credi che un professionista competente costi troppo, è perché non hai idea di quanto alla fine ti costerebbe un professionista incompetente. Se credi che un professionista  incompetente ti sia costato troppo, è perché non hai idea di quanto costi un professionista… della politica!

Somos todos caballeros

Udite, udite! La Pubblica Amministrazione premia l’efficienza! Semplice come l’uovo di Colombo. Rivoluzionate (??)le categorie, che passano a quattro: operatori, assistenti, funzionari e professionalità elevate (i sindacati, stavolta, hanno abbozzato). I meritevoli di differenziali stipendiali (quanto è bello il burocratese!) saranno ovviamente individuati dall’apposito illuminato burocrate di grado superiore, che eviterà sia l’eccessiva presenza di campioni, sia particolari discrezionalità. Ad una prima indagine, per l’inefficienza non ho rinvenuto invece cenni a sanzioni, ma solo blocco degli avanzamenti.

Matrimoni, meloni e politici

Il matrimonio è come il melone: può uscire anche bianco. Coi politici è ancora peggio. Sul mercato, gli individui tendono a scegliere quegli esperti il cui consiglio si dimostra più di successo. I buoni medici o i buoni avvocati sono remunerati sul libero mercato, mentre quelli inefficienti falliscono; l’esperto assunto privatamente tende a prosperare in proporzione all’abilità dimostrata. Nel governo, d’altra parte, non esiste prova concreta del successo dell’esperto. In assenza di una tale prova, non esiste alcun modo tramite il quale l’elettore possa misurare la vera perizia dell’uomo per cui deve votare (Murray N. Rothbard, Potere e mercato, Cap.2, 2 E Utilità ex post).

C’era ‘na vota ’nu bello cafè

Green pass obbligatorio per decreto (se poi non viene convertito, Dio ci pensa). Gli illuminati italogovernanti hanno anche deciso per i tamponi il giusto prezzo: € 15 , che scendono ad 8 per i minorenni e gratis per i fragili  (i farmacisti hanno abbozzato). Rincaro bollette, idem. Il Governo si accolla il trenta per cento dei previsti rincari (nel senso che lo accolla ai soliti fessi: evasori e nullatenenti cortesemente ringraziano). In rampa di lancio anche accordo con le solite sigle e parti sociali sul giusto prezzo della tazzina di caffé al bar, dalle Alpi a Lampedusa, dal Tirreno all’Adriatico, da domani fino a prossimo accordo/decreto: il primo cucchiaino di zucchero e la goccia di latte saranno gratuite, il prezzo delle altre correzioni resterà libero;  prezzi ridotti per ultraottantenni (con gli auguri del Governo) e per chi esibirà adeguato ISEE al ragazzino del bar. Per evitare spiacevoli  episodi di corruzione/concussione, la tazzina sarà gratuita per determinate categorie (guardie municipali, forze dell’ordine, ispettori NAS, ecc, ecc.)  ‘O café suspiso detto anche d’’o puvariello, sarà esente da imposta di donazione. Normali salate multe per gli esercenti inadempienti (alle legge o alle mazzette). Quando il Governo interviene nel processo di mercato determinando un qualsiasi prezzo, in realtà… stabilisce uno pseudo-prezzo, che non riflette il vero valore del bene. Prima o poi la realtà viene alla luce e punisce la menzogna:… inflazione, aumento della disoccupazione e cicli economici (Ubiratan Jorge Iorio, Dieci lezioni fondamentali di economia, 4° lez.)

Norme antipoltrona

Reddito di Cittadinanza: ci sono norme anti-divano, che… non consentono a nessuno di poter abusare (Giggino Di Maio, 1919); i navigator sono chiamati soprattutto a restituire speranza a un paese con i tassi di inattività giovanile record (Mimmo Parisi ex -per fortuna – presidente ANPAL); Non mancano disinvolti ripensamenti di ex fan: Molto spesso si fa riferimento… allo scarso ruolo che ha avuto il RdC nella ricerca del lavoro. E ciò è vero (Pasquale Tridico, Presidente INPS ed ex… consulente di Di Maio, 2021); migliorare e superare soprattutto quei limiti che si sono riscontrati (PD momentaneamente…per bocca di Enrico Letta); né ultimi giapponesi: lo difenderemo (Roberto Fico, Giuseppe Conte, 2021). Siamo in fiduciosa attesa che alle norme antidivano si aggiungano quelle antipoltrona; dei disoccupati, ovviamente: la poltrona di Giggino non si tocca.

Bernaudo sindaco. Trasporti, mobilità e parcheggi

Un buon motivo per tornare a votare Roma è l’emblema dello statalismo e del suo fallimento. Con il suo degrado è la rappresentazione plastica del fallimento della gestione pubblica diretta dei servizi locali. Il Comune e le sue Municipalizzate ATAC e AMA gestiscono da decenni, in regime di monopolio, il trasporto pubblico e la raccolta dei rifiuti con i pessimi risultati che i romani ben conoscono. I servizi forniti sono completamente insufficienti, quando non inesistenti, e i loro bilanci da società fallite sono tenuti in piedi dalla fiscalità generale. Pochi servizi e troppe tasse, necessarie per mantenere in piedi carrozzoni che sono solo stipendifici, tenuti in piedi per alimentare le clientele e le promesse del “posto fisso” fatte – ad ogni tornata elettorale – dai politici statalisti di ogni colore. LIBERISTI ITALIANI con il suo programma propone una ricetta che rivoluziona il paradigma amministrativo della gestione dei servizi pubblici a Roma; una ricetta, peraltro, estendibile a tutta la nazione: basta con il “Comune-imprenditore”, per di più monopolista! La filosofia di base della nostra proposta di governo della città di Roma è la chiusura di tutte le attività autoreferenziali che poco – o nulla – hanno a che fare con quei servizi essenziali che un’amministrazione dovrebbe garantire, e che oggi, nella presunzione che il comune-imprenditore debba occuparsi di tutto, Roma Capitale non garantisce affatto. Il punto centrale del nostro programma prevede la chiusura dei contratti di servizio con tutte le società municipalizzate di proprietà del Comune di Roma, a partire da ATAC e AMA, per fare gare ad evidenza pubblica, mettendo al centro il merito e l’efficienza. Il comune di Roma è un imprenditore che purtroppo ha fallito, che ha prodotto un debito mostruoso, e che non ha garantito nessun servizio degno di questo nome ai cittadini romani, ai pendolari e ai turisti. Bisogna partire da questa banale constatazione dei fatti, dei numeri e dell’evidenza e voltare pagina. Questa rivoluzione culturale, che parte da Roma, vuole essere – in prospettiva nazionale – un nuovo modello che segna la fine dello “Stato imprenditore” che riversa tutta la sua inefficienza sui contribuenti! Qualunque ente pubblico, a qualunque livello, si riservi il ruolo di indirizzo e di controllo lasciando la gestione operativa alle libere imprese attraverso un sistema di gare, anche europee ed internazionali, ed alla verifica del mercato. Tutto questo a beneficio dei cittadini romani, dei pendolari e dei turisti. L’Unione Europea ha più volte chiesto all’Italia un cambiamento in tal senso, con lo scopo evidente di contenere la spesa pubblica e di avvicinarsi agli standard di fornitura dei servizi dei paesi europei più avanzati. Ma tale richiesta è stata sempre disattesa. La nostra è l’unica strada percorribile. L’alternativa liberale e liberista al modulo amministrativo clientelare e statalista che ha prostrato Roma, riducendola nella condizione assurda che è sotto gli occhi del mondo e che mortifica i romani e l’Italia.

Trasporti, mobilità e parcheggi

LIBERALIZZAZIONE

La mobilità è il vero motore di sviluppo di una città. Muovendoci nell’ottica di liberalizzazione della gestione dei servizi descritta in premessa, intendiamo chiudere il contratto di servizio con ATAC, per organizzare 15 bandi di gara che, divisa la città in altrettante tratte attraverso uno studio dettagliato del territorio e della viabilità, condurranno ad affidare l’erogazione del servizio alle migliori eccellenze della libera impresa.

INVESTIMENTI Terminata la metropolitana linea C, fermeremo gli scavi, per mettere in opera il progetto METROVIA. Linee metro di superficie, che utilizzano binari dismessi, potenziando quelle esistenti, e ricollegando le tratte all’anello ferroviario. Costruiremo così, in poco tempo – e con costi 10 volte minori – almeno 6 nuove linee di metropolitane leggere con relative fermate, e veri e propri mini hub con annesso centro commerciale, capaci di attrarre imprese e creare sinergie economiche che rilancino i vari quadranti della Capitale, a partire dalle periferie.

OBIETTIVO Con i risparmi di questa gestione e con l’energia prodotta procederemo gradualmente ad azzerare la TARI per i cittadini romani, a partire dalle imprese.

PROPOSTE DI BREVE PERIODO

Daremo vita a un nuovo rivoluzionario mezzo di trasporto collettivo a Roma, inizialmente adottato nelle more della messa a gara dei servizi di trasporto pubblico, che resterà poi a questo affiancata.L’idea è quella di realizzare un taxi collettivo, economico, flessibile, condiviso, che nel rispetto di un regolamento comunale e delle elementari norme di sicurezza, potrà risolvere molti problemi dei romani. Le condizioni per farlo funzionare sono poche:

  • il Comune rilascia una licenza sulla base del soddisfacimento di requisiti-base che devono possedere mezzo e autista del mezzo;
  • il taxista è LIBERO di lavorare nell’intero territorio comunale nei quartieri e negli orari che preferisce;
  • il numero massimo di passeggeri che potrà ospitare nel proprio taxi è quello proprio del modello di auto che egli utilizza;
  • i taxisti saranno inquadrati come lavoratori autonomi, con il regime fiscale che riterranno più conveniente per loro, non sindacalizzati e non soggetti ad altre regole che non siano quelle imposte dal Comune all’atto del rilascio della licenza.

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Bernaudo sindaco. I parchi di Roma e la navigabilità del Tevere

Un buon motivo per tornare a votare Roma è l’emblema dello statalismo e del suo fallimento. Con il suo degrado è la rappresentazione plastica del fallimento della gestione pubblica diretta dei servizi locali. Il Comune e le sue Municipalizzate ATAC e AMA gestiscono da decenni, in regime di monopolio, il trasporto pubblico e la raccolta dei rifiuti con i pessimi risultati che i romani ben conoscono. I servizi forniti sono completamente insufficienti, quando non inesistenti, e i loro bilanci da società fallite sono tenuti in piedi dalla fiscalità generale. Pochi servizi e troppe tasse, necessarie per mantenere in piedi carrozzoni che sono solo stipendifici, tenuti in piedi per alimentare le clientele e le promesse del “posto fisso” fatte – ad ogni tornata elettorale – dai politici statalisti di ogni colore. LIBERISTI ITALIANI con il suo programma propone una ricetta che rivoluziona il paradigma amministrativo della gestione dei servizi pubblici a Roma; una ricetta, peraltro, estendibile a tutta la nazione: basta con il “Comune-imprenditore”, per di più monopolista! La filosofia di base della nostra proposta di governo della città di Roma è la chiusura di tutte le attività autoreferenziali che poco – o nulla – hanno a che fare con quei servizi essenziali che un’amministrazione dovrebbe garantire, e che oggi, nella presunzione che il comune-imprenditore debba occuparsi di tutto, Roma Capitale non garantisce affatto. Il punto centrale del nostro programma prevede la chiusura dei contratti di servizio con tutte le società municipalizzate di proprietà del Comune di Roma, a partire da ATAC e AMA, per fare gare ad evidenza pubblica, mettendo al centro il merito e l’efficienza. Il comune di Roma è un imprenditore che purtroppo ha fallito, che ha prodotto un debito mostruoso, e che non ha garantito nessun servizio degno di questo nome ai cittadini romani, ai pendolari e ai turisti. Bisogna partire da questa banale constatazione dei fatti, dei numeri e dell’evidenza e voltare pagina. Questa rivoluzione culturale, che parte da Roma, vuole essere – in prospettiva nazionale – un nuovo modello che segna la fine dello “Stato imprenditore” che riversa tutta la sua inefficienza sui contribuenti! Qualunque ente pubblico, a qualunque livello, si riservi il ruolo di indirizzo e di controllo lasciando la gestione operativa alle libere imprese attraverso un sistema di gare, anche europee ed internazionali, ed alla verifica del mercato. Tutto questo a beneficio dei cittadini romani, dei pendolari e dei turisti. L’Unione Europea ha più volte chiesto all’Italia un cambiamento in tal senso, con lo scopo evidente di contenere la spesa pubblica e di avvicinarsi agli standard di fornitura dei servizi dei paesi europei più avanzati. Ma tale richiesta è stata sempre disattesa. La nostra è l’unica strada percorribile. L’alternativa liberale e liberista al modulo amministrativo clientelare e statalista che ha prostrato Roma, riducendola nella condizione assurda che è sotto gli occhi del mondo e che mortifica i romani e l’Italia.

I parchi di Roma e la navigabilità del Tevere

I PARCHI DI ROMA – Intendiamo trasformare il verde di Roma da un costo a profitto, valorizzando l’immenso patrimonio verde della Capitale: un polmone verde di oltre 7000 ettari. Ma le sue ville, i suoi parchi e giardini, come pure i suoi viali alberati, sono in stato di intollerabile abbandono. La valorizzazione di questo patrimonio passa attraverso gare specifiche per assegnare gli spazi verdi alle aziende romane che vorranno partecipare a questo grande progetto. Favoriremo in particolar modo le start up di giovani imprenditori, perché possano essere creati luoghi di ritrovo, spazi culturali, bistrot, sport all’aperto, (maneggi, piccoli campi sportivi poco invasivi, piste ciclabili per mountain bike etc.). Queste aggiudicazioni alla libera impresa saranno condizionate all’osservanza da parte dei concessionari della perfetta manutenzione e decoro non solo dell’area interessata alla concessione, ma anche delle aree circostanti. La chiave ambientale – ed allo stesso tempo liberista – del programma (fonte di enorme indotto) potrebbe essere “Roma Giardino Europeo”, con un sistema di gestione di tutti i parchi urbani ed archeologici (65% del territorio); al pari di “Roma Parco Fluviale”, per restituire chilometri di fiume (in parte navigabile) ai romani ed al turismo, e “Roma Parco Marino”, per valorizzare chilometri di arenile di Roma capitale. Tra Castelporziano e Capocotta, infatti, c’è la spiaggia libera più grande d’Europa, dove si conserva un sistema dunale tra i più suggestivi di tutta la nostra penisola. E tutto questo va valorizzato. Un progetto unico integrato da mettere a bando internazionale per farne, come merita, un’attrazione mondiale.

NAVIGABILITÀ DEL TEVERE – Sono decenni che si parla dell’opportunità di rendere il Tevere navigabile come la Senna a Parigi ed il Tamigi a Londra. Questo progetto darebbe una mano considerevole allo snellimento del traffico su strada, modificando la fruibilità di molte zone. Esistono diversi progetti e studi, ma noi proponiamo qualcosa di realizzabile in tempi medio-brevi e con un costo inferiore a quello preventivato (da uno studio del Comune di Roma) di 300 milioni di euro. Il nostro progetto prevede:

Una vera e propria grande arteria navigabile nel centro di Roma La tratta navigabile in progetto di 60 km sarebbe quella da Castel Giubileo all’isola Tiberina e dall’isola Tiberina a Fiumicino. Questo permette di evitare un complesso lavoro di dragaggio, con conseguenze non preventivabili dal punto di vista dell’impatto naturalistico e idrogeologico del fiume, in corrispondenza del “salto” isola Tiberina.

Chiatte ecologiche. La fruizione del servizio di navigabilità del fiume a mezzo di chiatte a propulsione elettrica/ibrida, per una capienza di 100-150 persone, alimentate da pannelli solari fotovoltaici sul tetto. Tale servizio sarebbe fruibile per un numero di giornate compreso tra i 250 e i 300 giorni.

Punti di attracco Le banchine esistenti potranno essere ripristinate al loro stato originale e sarebbero sufficienti per consentire la partenza e l’arrivo dei passeggeri – un po’ come le fermate dei mezzi pubblici su strada. Molte discese in banchina sono già utilizzabili come, per esempio, quelle in uso durante l’estate romana in prossimità dei punti di accesso, sarebbe necessario, chiaramente, dotare gli accessi di strutture per l’accesso di persone con mobilità ridotta.