Transizione ecologica de noantri

Ciò che si vede: le eco-car, anche da corsa, alimentate elettricamente. Ciò che non si vede. Le colonnine di alimentazione delle eco-car (anche da corsa) almentate… tradizionalmente. Ciò che si vedrà: problemi con lo smaltimento del litio delle batterie di alimentazione delle eco(?)-car. Ciò che si vede e (ahimé) si vedrà: i guasti prodotti da di chi, giocando a monòpoli con i soldi altrui, si diletta a dirigere l’economia, provocando artificiose obsolescenze, sprechi e… danni ambientali (alla faccia della transizione ecologica ed annesso finanziatore debito buono).

Truffatore autorizzato

Gli incassi delle scommesse sportive non appartengono al gestore del locale, che le tiene semplicemente in deposito per conto della società di scommesse, trattenendone la percentuale concordata come ricompensa per la propria attività; parimenti, obbligato a pagare le vincite non è il gestore del locale, ma la società di scommesse. In parole povere, il gestore del locale fa solo il suo lavoro, chi ci mette i soldi (e rischia) è la società di scommesse. Un titolare di agenzia di scommesse in Roma aveva escogitato un ingegnoso software per vincere senza giocare: riscuoteva le vincite non riscosse entro il termine stabilito da giocatori distratti o che avevano smarrito lo scontrino vincente;  ma è stato smascherato grazie ad una brillante indagine condotta dalla locale Guardia di Finanza: le vincite non riscosse, infatti, non vanno a beneficio della società di scommesse, ma per legge devono essere devolute allo Stato: unico soggetto autorizzato a vincere senza giocare.

SuperMario e miniriforme

Stanziati dall’Europa per il Next  Generation 723,8 miliardi di euro: 385,8 di prestiti, 338 di sovvenzioni (a fondo perduto). La maggior parte dei paesi, preferendo non indebitarsi, ha chiesto solo sovvenzioni. Sette paesi accattoni hanno chiesto anche prestiti. Primatista assoluta degli accattoni l’Italia, con 122,6 miliardi di prestiti; distaccate di gran lunga Romania, con 15 miliardi, e Grecia, con 12,72 miliardi. Anche a sovvenzioni, comunque, non siamo messi male: 68,8 miliardi, quasi come la Spagna: tutti gli altri paesi seguono con importi molto inferiori. I maggiori beneficiari italiani di questi fondi sono Stato, enti ed aziende pubbliche. Considerando il trucco, vecchio come il cucco, di comprendere nel PIL (Prodotto Interno Lordo) anche la spesa pubblica, è presto spiegata la miracolosa ripresa post-covid dell’Italia made in Draghi (+3,1): medaglia il cui rovescio è  il deficit a 5,6%. Veniamo alle riforme, alle quali erano condizionati europrestito ed euroelemosina. La riforma della giustizia in pratica partirà dal 2025, per quella fiscale il governo abbastanza rapidamente… è stato delegato (con estimi catastali da aggiornare entro il 2026). In questo desolante quadro fanno eccezione le liberalizzazioni, per le quali parlare di ritardo sarebbe assolutamente fuori luogo:infatti sono state bloccate.

Salumeria politica

Simplicio, superficiale, frettoloso ed allergico, aveva fame; nell’unica salumeria aperta comprò il panino che gli sembrava più genuino; e il dì seguente era intossicato. Anche Filippo, allergico e affamato, ma un tantino meno sprovveduto, trovò aperta quella salumeria; ma non comprò nulla. Il dì seguente era ancora più affamato, ma non intossicato. L’elettore italiota, come Simplicio, alla salumeria dei partiti sceglie più o meno convintamente o “prova” quello che gli sembra il meno malvagio. E regolarmente s’intossica. Stranamente si pensa …che mentre l’elettore medio può non essere competente nel decidere le politiche…. è competente nel selezionare gli esperti – i politici e i burocrati – che decideranno sui problemi…”  (Murray N. Rothbard, Potere e mercato, Cap. 2, E (Utilità ex post).

Biden fake

Biden è indaffarato a sfruttare al meglio (secondo lui) il poco tempo  disponibile prima delle elezioni di mid-term di novembre, che non promettono nulla di buono per i democratici. Ultima trovata l’istituzione del Comitato Governativo contro la disinformazione: non potrà reprimere le informazioni false (a criterio… governativo), ma investire risorse nella controinformazione (new entry nel club dei pubblici interessi). A capo del Comitato è stata posta Nina Jankowicz, una che il fatto suo lo sa bene: esperta di disinformazione russa, già valente consulente del governo dell’Ucraina, distintasi per aver definito false le notizie sugli affari di Hunter Biden (figlio di Joe) con Cina e Ucraina; notizie rivelatesi poi regolarmente vere. Gli avversari repubblicani si sono ovviamente affrettati a raccogliere l’insperato assist, rispolverando il famigerato Ministero della verità di Orwell. A dispetto della marea di critiche che ha sommerso l’ennesima Biden-genialata, la trovo invece utile boa di salvataggio cui aggrapparci nelle vorticose correnti di notizie che ininterrottamente ci sballottano nel mar Web: se il Biden-comitato avrà detto che una notizia è falsa,  facile che sarà vera.

L’economia di Pancho Villa

Il famoso rivoluzionario messicano Pancho Villa, pur essendo un umile peon analfabeta, figlio di braccianti da generazioni a servizio dei padroni, è ritenuto da alcuni un grande economista, addirittura un precursore della teoria monetaria moderna. Pur non potendo vantare un prestigioso curriculum al livello Mario Draghi, intuì subito come finanziare la rivoluzione ed ottenere l’appoggio della popolazione di Chihuahua: Beh, se tutto ciò che serve sono i soldi, emettiamoli. Ma gli “antipatriottici” oro ed argento si rifiutavano di metter naso al di fuori dei propri nascondigli. E allora Pancho Villa, pur non potendo vantare un prestigioso curriculum al livello Christine Lagarde, reagì alla grande: conferì allo Stato due monopoli fondamentali: il monopolio sull’emissione di moneta legale e il monopolio sull’uso legittimo della violenza. Ma “per cautela”  sequestrò tutte le riserve della della Mining Bank di Chihuahua, di circa 500.000 pesos in oro. Pancho Villa, pur non potendo vantare un prestigioso curriculum al livello Draghi o Lagarde, aveva compreso che il potere coercitivo della violenza legalizzata è migliore dell’oro o dell’argento o delle odiose convenzioni liberamente condivise per sostenere una credibile moneta. Insomma, per non tirarla per le lunghe, a tirar fuori dai guai non solo la malconcia Italia, ma l’Europa intera, sarebbe sufficiente quell’analfabeta di Pancho Villa. Un qualunque falsario  che in un sottoscala stampi  foglietti di carta colorata… in realtà sta facendo semplicemente concorrenza nei confronti del monopolista che ha l’autorità legale per svolgere tale compito… la banca centrale (Francesco Simoncelli, La fine delle fallacie economiche).

Bastardi senza gloria e senza futuro

Ovviamente senza futuro politico. Quello pensionistico continueremo a pagarlo noi.

Consenso non informato

In Canton Ticino la responsabilità penale delle reazioni avverse alla quarta dose (finalmente se ne sono accorti!) di vaccino anti-Covid è del medico che l’ha prescritto, non essendoci sufficienti dati sull’efficacia e sulla sicurezza di un simile schema vaccinale. Ovviamente il presidente dei direttori cantonali della sanità non l’ha presa proprio con entusiasmo. Intanto, in Italonia, L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), che comunque ha autorizzato i vaccini Pfizer-Biontech, Moderna, Astrazeneca e Johnson & Johnson, non è in possesso di tali dati, di natura riservata, in quanto di proprietà delle case farmaceutiche. LEMA (Agenzia europea del farmaco), a sua volta, pur essendo in possesso dei misteriosi dati, non puó divulgarli per non pregiudicare il processo decisionale sull’autorizzazione incondizionata e perché rientrano nel regolamento dell’ordine pubblico e in quello del segreto militare. Il Ministro Roberto Speranza (finché c’è Speranza non c’è salute), evidentemente è in possesso di tali dati su cui, per serietà e correttezza, tace; e spinge per la quarta dose. Che sarà iniettata, of course, previa sottoscrizione … di consenso informato. In caso di dubbi, rivolgetevi pure all’Ufficio del medico cantonale ticinese: Ci sono novità?

Salvate gli alberi

Se invece non ti farai stampare lo scontrino fiscale, comunque avrai salvato un albero… (ed evitata una rapina).

Le sanzioni di Pancho & Villa

La Russia sta aggirando bellamente le terribili sanzioni imposte da Pancho & Villa (Biden & Draghi) per l’operazione in Ucraina, attraverso il vetusto e banale stratagemma delle triangolazioni: semplicemente, la merce viene importata da un paese terzo, grazie ad un decreto emesso da Putin che ha legalizzato l’import parallelo di smartphone, videogiochi, vestiti, scarpe, cappelli, ombrelli, valigie, borse, sapone, legno, materiali da costruzione e… armi; Apple, Samsung, Canon, HP, Toshiba, Lego, Maserati e Rolls-Royce, Toshiba, Electrolux, Dell, LG, Volkswagen, Prada, Valentino, l’Oreal, Lego e YSL alcuni dei marchi delle cinquantacinque categorie interessate. E se c’è qualche problema, sono sempre a disposizione gli amici cinesi. Intanto, mentre la stampa mainstream favoleggia del sempre imminente crollo della Russia,  il prezzo del gas, arma della nuova guerra fredda, è salito dell’800% (ultima stima del luminoso Sole), e ci dibattiamo tra condizionatori spenti, elemosina sulle bollette e… shampoo con divieto di secondo risciacquo.