La uno, la due o la trèèè?

3 luglio 1992. Ultimo discorso pronunciato da Bettino Craxi alla Camera dei Deputati: …Cio’ che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare od illegale…Se gran parte di questa materia deve essere considerata criminale. allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo. Quanti i aula si alzarono e giurarono di non aver mai ricevuto finanziamenti irregolari? 1) Tutti si alzarono e giurarono 2) Una parte si alzarono e giurarono 3) Nessuno si alzò e giurò.

Culi in fuga


(pav)

L’articolo 3 della Costituzione pomposamente recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Peraltro per le eccellenze non può  sempre valere  l’uno vale uno: ecco spuntare l’ennesima doverosa agevolazione fiscale per incentivare il rientro dei cervelli dall’estero. Per fruirne non è più richiesta una posizione direttiva, elevata qualificazione o specializzazione: basta non essere risultati residenti in Italia per due anni: in pratica basta che all’estero c’è stato il culo. Se il culo (pardon, il cervello) rientra nel Sud Italia, l’agevolazione è ancora più elevata. Attenzione! Il beneficio dura solo per cinque anni. E mi sembra più che giusto: se, dopo essere stato all’estero, torni in Italia e ti accanisci a rimanerci più di cinque anni, non sei più un cervello in fuga, ma un fesso in sede!

Delocalizzazione selvaggia

 

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(Staino)

Non mi quadra: lo Stato paga dei burocrati (Antitrust) per garantire la libera concorrenza e paga altri burocrati per falsare la libera concorrenza, sostenendo con aiuti pubblici aziende non competitive: le quali incassano, ringraziano e magari dopo un po’ delocalizzano, magari andando a incassarsi i contributi di qualche altro Stato (disgraziato contribuente). Ma i politici a quest’assurdità di imprese truffaldine hanno detto stop. Fine dei pubblici sussidi a spese del popolo bue? Manco pe’sogno: se un’impresa sussidiata decide di provare a camminare da sola con le proprie gambe delocalizzando entro cinque anni fuori Europa, viene multata. Deve continuare ad accumulare perdite… sussidiate in Italia (ma va bene pure in Europa). Se invece si trattava di sussidio localizzato, ahi, ahi! Non può nemmeno spostare la produzione dall’Italia… all’Italia!

Disattivazione del freno

Stresa, crollo della cabinovia del Mottarone, quattordici morti. Pare non si tratti di una disgrazia, ma di omicidio colposo, causato da disattivazione del freno. Al momento tre persone rischiano grosso: il proprietario della società di gestione, il direttore dell’impianto ed il caposervizio. Anche il freno del debito pubblico è stato da molti decenni disattivato e i colpevoli cercano di tirare avanti alla meno peggio di emergenza in emergenza, con accrocchi, toppe, rappezzi,  brodini e pannicelli caldi. E tutti sperano nello stellone. Se poi finisce come il Mottarone, molti dei colpevoli saranno già morti, molti altri la scanseranno perché non si rendevano conto di quello che combinavano o perché eseguivano gli ordini, e tutti gli altri perché erano molti: e quando i colpevoli molti, nessuno è colpevole.

Piatto per Napoli e fessi in silenzio

Kaos66

Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza hanno siglato lo storico Patto per Napoli: A metterci la faccia, quale sedere designato alla poltrona di sindaco, l’ex ministro dell’Università Gaetano Manfredi. Pietanza del piatto per Napoli la rinomata aria fritta della casa: Napoli… è una città che presenta enormi criticità economiche e sociali. A queste sentiamo il dovere di dare una risposta, dandoci da fare per rispondere ‘presente’ alle aspettative dei cittadini napoletani, a quelle dei suoi giovani, alle esigenze delle famiglie e delle imprese che la animano con passione. Ciò che serve non è cedere a frettolose soluzioni e fusioni a freddo, ma partire dall’analisi dei problemi e da qui trovare il ventaglio delle soluzioni per risolverli. Muoviamo questo passo senza paura, con determinazione, per prendere di petto questa sfida, con realismo e concretezza BLA BLA BLA BLA (Giuseppe Conte) È una bella giornata per Napoli, dopo tanto tempo di fatica politica, una giornata piena di prospettive interessanti e importanti. Manfredi, sarà un grande sindaco di Napoli, il sindaco della ricostruzione mentre si ricostruisce l’Italia BLA BLA BLA BLA (Enrico Letta) Siamo al lavoro per costruire una grande coalizione popolare …la politica non può prescindere dal rilancio degli enti più prossimi ai bisogni dei cittadini, ovvero i comuni BLA BLA BLA BLA (Roberto Speranza: semplice inciampo veniale il “più prossimi”, peraltro recuperato alla grande col brillantissimo accostamento della politica …ai “bisogni”, presumibilmente sia piccoli che grandi, dei cittadini). Sepolta dal ricco contorno di aria fritta la pietanza base del piatto: incrementare il Fondo statale per il riequilibrio del bilancio degli Enti locali da cinquecento milioni ad un miliardo all’anno da destinare anche (ahi, ahi ahi! ) all’assunzione e alla riqualificazione di personale da parte degli enti locali, con particolare riferimento a figure professionali dotate di qualificazione specifica, ovviamente sulla (solita, ndr) base di un modello che intervenga sui Comuni capoluoghi di Città Metropolitana in quanto asset strategici del sistema economico nazionale (ari BLA BLA BLA BLA). Quanto ai debiti precedenti, il piatto per Napoli prevede che ci pensi… genialmente un apposito Commissario,  a mezzo nuove tasse e contributi stataliAl solito, si bussa audacemente a soldi statali. Qualche idea non dico per riparare la scassata macchina comunale, ma almeno farle produrre da domani in poi meno debiti? Per ora a domanda silenzio fessi (nel senso si fe’ silenzio).

Interrogazione di italiano: gli aggettivi

PROFESSORE: Dunque… allora, Formisano… Vediamo un po’… Ecco: dimmi almeno due aggettivi per definire una persona generosa… con i soldi propri.

INTERROGATO (esitando): Con i soldi propri?

PROFESSORE: E certo! Mica con i miei!

INTERROGATO: Ah! Ho trovato! Benefattore! PROFESSORE: Ho detto (scandendo) due aggettivi!

SUGGERITORE (bisbigliando): me…

INTERROGATO: Meeeee…

PROFESSORE: Me, me… Vai! Me lo vuoi dire o no?

SUGGERITORE (bisbigliando): mecenate

INTERROGATO: Mecenate.

PROFESSORE (ironico): Me, me, me… meno male che dall’orecchio sinistro non ci sento tanto bene! E adesso una domanda più facile: Gruppo di persone generose con i soldi propri (pausa). Poi, (ironico): bèèèè, bèèèè, bèèè, bèèè!

INTERROGATO: benefattori o… come ho detto prima?… Ah ecco! Mecenati!

PROFESSORE (ironico): Ma bravo! Pensavo che mi avresti risposto pecore!

SUGGERITORE: professore, non potete fare i trabocchetti per farlo sbagliare!

PROFESSORE (ironico): Perbacco! Obliavo la presenza dell’avvocato all’interrogatorio! Ma stai zitto! E cerca di rispondere al momento opportuno, quando sarai tu ad essere interrogato! Ci siamo spiegati? Adesso Formisano, col permesso del tuo avvocato, due aggettivi per descrivere un individuo generoso, sì, ma con i soldi altrui.

INTERROGATO: ‘nu mariuolo!

PROFESSORE (ironico): che in volgare si traduce…

SUGGERITORE: Professore, prima il trabocchetto, poi lo volete cacciare fuori con la scusa che fa lo scostumato…

PROFESSORE (ironico): Avvocato, mi scusi, riformulo correttamente la domanda: Come si traduce, in lingua italiana, il dialettale (scandendo) mariuolo?

INTERROGATO: Ladro, professo’! Con destrezza se non fa danno, con scasso se per derubare rompe pure qualcosa. E c’ho anche il secondo aggettivo: rapinatore. La differenza è che il ladro le cose tue se le prende di nascosto, il rapinatore ti costringe con la violenza!

PROFESSORE: (ironico): benissimo! Io l’ho sempre detto, la prima scuola è la famiglia! E adesso rispondi bene a quest’ultima domanda.

SUGGERITORE: ancora una! Ma allora volete insistere fino a quando sbaglia!

PROFESSORE: Avvocato, non stia sempre a puntualizzare, la domanda è semplicissima: gruppo di persone generose con i soldi altrui. 

INTERROGATO: (senza esitazione): Mafiosi o politici!

PROFESSORE (ironico): Eh E! Avvocato, glielo avevo detto che la risposta era facile!

(Santin)

Orgoglio sprecato

Sono eterosessuale convinto, ma, in quanto pigro, non battagliero; nonché tranquillamente rispettoso di chiunque non mi massacri gli zebedei col suo debordante altruismo: perciò mi lascio apaticamente scivolare addosso tutte queste martellanti camorrie su omofobia, lesbifobia, bifobia, transfobia (ho dimenticato qualcosa?). Ma siccome semel in anno licet insanire,  ecco fulminarmi un’idea di accanita militanza: oceanica “MARCIA DELL’ORGOGLIO ETEROSESSUALE” (Roma, la canonica piazza San Giovanni): contro l’eteronormalnaturalfobìa. Purtroppo l’iniziativa è fallita: alcuni, quelli politicamente poco impegnati, tenevano altro da fare (me lo aspettavo); altri, i benpensanti politically correct, non volevano passare per omolesbitrànsfobi (e pure me l’aspettavo); altri, infine mi hanno confidato di essere diversi da come me li ero superficialmente figurati (e questa pugnalata proprio non me l’aspettavo). A quanto pare, anche sessualmente… in medio stat virtus.


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(Altan)

La variante finanziaria

L’economista (Tommaso Busiello)

Ennesima variante del virus statalista: la variante finanziaria. Da prodursi (manco a dirlo, con il contributo dello Stato) nei laboratori di Cometa,  fondo pensione  dei metalmeccanici  con un asset di tredici miliardi di euro. Il geniale economista (a libro paga) di turno è Riccardo Realfonzo, fresco eletto presidente del fondo: quest’ultimino investirebbe patriotticamente in Italia, ma se le rendite fossero inferiori a quelle fissate per il TFR, la differenza dovrebbe essere colmata da Cassa Depositi e Prestiti (cioè dal popolo bue, compresi i metalmeccanici pensionati). Persino l’asettico intervistatore del Sole 24 Ore (Confindustria sempre sia lodata) non può esimersi dall’obiettare: “Non si crea un azzardo morale per gestori e i consigli di amministrazione dei fondi? Anche se va male tanto paga lo Stato!”  Paternalisticamente tranquilla la risposta all’ingenua domanda: “No, perché… abbiamo inserito delle clausole nei mandati ai gestori: se non raggiungono determinati risultati, il fondo può bloccare ulteriori conferimenti o far decadere il mandato”. Fermo restando che Presidente ed illustri Consiglieri di DdA rimarrebbero tranquillamente al loro posto a vigilare scrupolosamente.

Daremmo solo… la vita

Su un totale di 1.225 professori universitari solo dodici rifiutarono di giurare devozione alla Patria e al Regime Fascista e furono inevitabilmente licenziati: ovviamente a norma di legge ( art. 18 R.D. n. 1227 del 1931). Ma il loro sacrificio non fu vano e da quel seme di libertà germogliò un rigoglioso albero dei cui frutti tutti possiamo cibarci a sazietà.  Al punto di non averne più appetito. Quasi cento anni dopo il professore universitario Marco Bassani è stato disciplinarmente sospeso per un mese da funzioni e stipendio per avere… temporaneamente… condiviso  un post su Biden e Kamala Harris. Questo il succo del verbale: Egregio prof. Marco Bassani, noi Consiglio di Facoltà non siamo d’accordo con quello che dici, eppure perché tu possa dirlo daremmo la vita… ma non lo stipendio e la carriera. Al momento non è dato sapere se l’originario autore del goliardico post abbia subito penalizzazioni su stipendio o reddito di cittadinanza. P.S.: Il presente post è immune da sanzioni in quanto protetto dal bollino CEE “Giù le mani dalla satira”, nonché da limiti di circolazione in quanto munito di passaporto vaginale (algoritmo di Facebook, tiè!).

Droga dello Stato

 

(Donatella Rettore – Giuni Russo)

Conoscevo un drogato: il solito tipo “smetto quando voglio”, pensavo. E invece veramente ha smesso: dopo qualche anno l’ho rivisto in chiesa, volontario in una comunità di ex tossicodipendenti; chiedeva sostegno per poter aiutare i giovani ad uscire da quel terribile tunnel: è la prova che guarire si può.  Conosco una drogata: a guarire non ci prova nemmeno, perché riesce comunque a procurarsi la crescente quantità necessaria a soddisfare la sua dipendenza; e senza alcun problema, perché il danaro glielo fornisce lo Stato. Si chiama Economia, ed è difficilissimo che possa guarire.