Libera eutanasia in non libero covid

Nel testamento ho così disposto: in caso di necessità, autorizzo la mia eutanasia. Da eseguire con qualsiasi tecnica operativa consentita dalle leggi dello Stato: escluso quindi il covid.

Saggezza dei latini, stoltezza dei latrini

In medio stat virtus In vaccino stat virtus In vino veritas In vaccino veritas Spes ultima dea Vaccinum ultimus deus Omnia cum tempore Vaccina sine tempore Errare humanum est, perseverare diabolicoum Prima, secunda, tertia, quarta potio… vaccinare humanum est, perseverare diabolicum Quo usque tantum abutere, Catilina, patientia nostra? Semper abutere, vaccine, patientia nostra! Promissio boni viri est obligatio Promissio vaccini non est obligatio  Est modus in rebus Non est modus in vaccinis

Quindi…

Quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini Quod non fecerunt barbari fecerunt vaccina

Sentite covidoglianze

condolente: Gabriele Ottaiano –condoluto: Ciro Formisano

Uhé, a proposito, scusami! Salutami zio Fortunato!

Mica tanto, è morto.

Oh, quanto mi dispiace! Del resto ormai pure aveva la sua bella età.

E certo, oggi avrebbe superato di un bel po’ i cento.

Quante ne ha passate, poveretto all’anima sua ! Prima la guerra e la prigionia, poi la disgrazia della figlia, gli acciacchi…

L’infarto, l’intervento ai polmoni, l’arteriosclerosi… gli ultimi tempi, ehhh, sapessi come era malridotto ed irascibile! Alla fine dovevo trovargli ogni tre mesi una badante!

Fortunato di nome, ma non di fatto. Almeno poteva tirare per festeggiare i suoi cento! Sicuro venivo a trovarlo!

Alla fine una fortuna l’ha avuta!

E sarebbe?

Per un pelo ce l’ha fatta a morire per covid. Carta canta!

C’è poco da ridere…

(Qui link del video completo)

Avvocati respinti dall’accesso in Cassazione. Stavolta c’è poco da ridere: stanno fucilando la libertà; e noi stiamo pagando  plotone di esecuzione, fucili e costo dei proiettili. D’accordo, meglio morire liberi che vivere da schiavi, ma possibilmente vorrei vivere ancora libero. Pubblicando questo post, penso di aver fatto il mio dovere. Ho detto penso di aver fatto. I supponenti che comandano non a se stessi, ma agli altri, dicono invece: Ho fatto il mio dovere. Lo so, c’è poco da ridere, ma permettetemi: quando li seppelliremo, tra le pietre qualche risata ce la infilo.

Sovrapposizione mediatica

Come ha genialmente suggerito Enrico Letta, occorre eleggere un Presidente della Repubblica di alta moralità (mica un galantuomo qualunque); occorrerebbe anche che non fosse di parte, cioè che non appartenesse ad un partito politico; inutile questa seconda seconda precisazione: chi appartiene ad un partito politico, difficilmente è una persona di alta moralità. Per il bene dell’economia nazionale, suggerirei inoltre tirarla per le lunghe, almeno fino al festival di Sanremo: come ben ci insegnano politici ed annessi economisti a libro paga, infatti, sono i consumi a tirare l’economia (oltre a debiti e cartamoneta a rotoloni, ovvio); e cosa meglio dei bar per consumare? Ma i bar, per riempirsi (utilizzare al massimo gli impianti), hanno bisogno di gente che s’intrattiene, appunto, in chiacchiere di bar. E qui si chiude il circolo: per le chiacchiere dei bar sono indispensabili elezioni del Presidente e Festival di Sanremo. Meglio però non eccedere ed evitare una insidiosa sovrapposizione mediatica: se apre i battenti pure Sanremo, Enrico Letta capace ti candida Massimo Ranieri (contro la discriminazione territoriale) o Emma (per la parità di genere).

Non mi quadra

Mens sana in corpore sano (vel asintomatico). Non mi quadra: se fosse vero, i politici dovrebbero ammalarsi molto più spesso.

Presidente contra partes 

Necessita un Presidente della Repubblica contra partes, ma a favore dei cittadini. Il dado è tratto: mosso esclusivamente dal solito disinteressato spirito di servizio, scendo in campo (ovvero nel letamaio) e mi candido alla Presidenza della Repubblica Italiota. Prometto di rispettare alla lettera la Carta (antigienica) costituzionale. Pertanto mi rifiuterò di firmare leggi (a mio insindacabile parere) mancanti di copertura o palesemente anticostituzionali: in pratica quasi tutte, firmerei solo leggi abrogative di enti (pardon, Enti) e ministeri (e qui la minuscola va più che bene) e leggi abrogative di precedenti leggi. Facilmente prevedibili due scenari: 1) ricovero in clinica psichiatrica, con cure e restanti dosi vaccinali a carico (o meglio, dati i tempi, a debito) delle pubbliche casse; 2) incriminazione per alto tradimento. Scenari che mai vedrebbero la scena, in quanto inscenerò tempestive dimissioni, ovviamente dovute a motivi che preferirò tenere riservati. A questo punto i grandi (si fa per dire) elettori dovranno di nuovo riunirsi per l’elezione del Presidente, con ulteriore blocco dell’attività legislativa e quindi ulteriore beneficio delle Italiche genti. La cadrèga di senatore a vita mi spetterà di diritto, ma per correttezza non mi iscriverò ad alcun gruppo parlamentare… ne formerò uno nuovo (I V, Italia Vivacchiante), composto, oltre che dal sottoscritto, dai parlamentari che sarò riuscito ad acquistare col mio stipendio di senatore a vita: di più non voglio spendere, butto dalla finestra i soldi pubblici, non certo i miei. Quanto al programma politico di Italia Vivacchiante, per brevità vi rimando all’elenco della lavandaia di Conte I e Conte II. APPELLO AI SOCIAL: Fate girare, a centro, destra e sinistra (in pratica sempre dalla stessa parte).

Il decreto, il manico e il coltello 

Inappuntabile considerazione di Alfonso Celotto: il Governo ha inopportunamente introdotto l’obbligo vaccinale con decreto-legge: siccome questo decade se non convertito in legge, chi me la leva la puntura se mi sono vaccinato nel periodo di vigenza provvisoria? Di qui il sensato suggerimento: sarebbe stato più opportuno rinviare di sessanta giorni l’entrata in vigore del decreto medesimo. La legalità (non la giustizia, ovvio) del decreto-legge è fondata sull’art. 32 della nostra bellissima Costituzione: Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. E qui non casca l’asino; anzi s’impilastra saldamente con le zampe al suolo. Chi stabilisce se un trattamento, sia pure sperimentale e/o più o meno frettolosamente approvato, sia sanitario? Ovviamente lo Stato: fermamente impugnando il coltello per il manico, supportato da una non meglio identificata comunità scientifica (determinanti comunque comparsate televisive, incarichi in task force e diktat OMS). Insomma: la libertà di cura consiste nello scegliere le terapie ritenute più opportune, sempre che lo Stato non disapprovi; altrimenti non sei libero, né di scegliere né di non scegliere.

Barzelletta in due tempi 

(Il Griso)

Primo tempo: Un no-vax deve attraversare un ponte sopra un fiume pieno di coccodrilli. Visto un ingegnere, gli chiede: Il ponte è sicuro al 100%? L’ingegnere risponde: Al 99,6%. Allora il no-vax attraversa a nuoto e viene divorato dai coccodrilli… non timorosi del contagio. Secondo tempo: Arriva un altro no-vax  e dice: Ho paura, preferisco aspettare. L’ingegnere risponde: Non puoi, c’è obbligo di passaggio. Il no-vax, esitante, passa. Poi passa pure l’ingegnere; ma sfortunatamente il ponte crolla e viene divorato dai coccodrilli. E i familiari non vengono indennizzati, perché il ponte era sperimentale ma… quasi sicuro per legge.