Ma che film la vita!


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(Nomadi)

Forse l’inconscia ricerca dei bei tempi andati aveva risucchiato i passi del mio pensionatesco girovagare fino all’Ospedale San Gennaro dei Poveri a Napoli: ne avevo frequentato da neolaureato il reparto di Medicina e poi da tirocinante il Pronto Soccorso. In un dolce flashback scorsero in un battito di ciglia: 1 – i giovani colleghi; 2 – le onnipresenti suore, più amorevoli che efficienti, più racchie che amorevoli; 3 (ahimè!) la splendida Daniela, specializzanda in Anestesiologia, “amor cortese” (flirt sbocciato e… basta). Il gradevole bianco/nero del flashback fu rapidamente ricoperto dagli insignificanti colori della realtà…. No, non era possibile! Non lontana da me, in camice bianco, bella e giovane come un tempo, era ancora lei, Daniela! Con un pretesto riuscii inaspettatamente ad intavolare una conversazione che, quando si dice la fortuna, diede i suoi frutti: la bella ragazza era Ornella, figlia della mia vecchia fiamma! Incredibile somiglianza fisica e di atteggiamenti! Dulcis in fundo addirittura prese nota del mio numero di cellulare promettendomi di farmi richiamare dalla madre! Stordito dall’incredibile serie di eventi, gironzolai un po’ per l’ospedale, poi  cercai asilo nel sottostante bar e ristoro in un bel caffè ristretto. Mi voltai verso le bustine dello zucchero, cercando quello di canna. Noooo! Ornella mi dava le spalle e rideva con un tizio. Mi mi avvicinai furtivo di spalle e ascoltai: “…hai capito il vecchio pappagallo? Che s’è ‘nventato p’attacca’ bottone! Ah! Ah! Gli ho rifilato ch’ero la figlia dell’amoruccio suo! Signor grande regista, sono o non sono una grande attrice?” E l’altro: “Sì, va be’, mò torniamo su a girare! Però… quasi quasi la tirata col vecchio ce la metto nel copione!” 

(Roberto “Roby” Mariniello)