Tutto regolare

Assolti  i (presunti) occupatori abusivi della residenza toscana di Giuseppi Conte, nei pressi di Firenze. Gli accusati, che erano stati anche trovati in possesso di armi, hanno esibito di regolare bonus vacanze: non era falso, l’indirizzo era quello (prego cercare altrove i colpevoli).  Quanto alle armi, dalle indagini è risultato che erano difensive.

Incubo n. 3

Le auto blu, spente le sirene, si sparsero fraccomode nel cortile. Da una di esse balzarono fuori tre feroci addetti alla sicurezza, regolarmente cuffiamicrofonati. Vigili sguardi rivolti verso l’alto, si assicurarono che dai nessuno dai balconi potesse sganciare pericolosi sputi: Libero! Libero! Libero! Noi compagni della brigata vetriolo, con i famigerati fucili da spiaggia carichi di uova marce,  carponi su terrazza a sinistra, avevamo già nel mirino ciascuno la sua brava auto blu (l’indomani i giornali avrebbero esecrato il vile attentato dalla destra).  Adrenalina a mille, tensione alle stelle (cinque, per la precisione) l’aria si poteva fettare con la falce e percuotere con il martello, mancava solo l’acuta nota di diapason della colonna sonora. I bodyguard aprirono le portiere, balzammo in piedi per sventagliare micidiali mitragliate di uova marce… e rimanemmo pietrificati: dalle auto erano uscite tre invisibili (e purtroppo imbersagliabili) nullità, Giuseppi Conte, Giggino Di Maio e Roberto Fico (er mejo fico der bigoncio). Tempo un attimo, eravamo già in disperata colluttazione con le soverchianti (e anche da noi stessi pagate) forze di sicurezza. Immobilizzato da tre burocrati ministeriali, invano mi dimenavo per svincolarmi, mentre una spietata poliziotta mi gridava: Te l’avevo detto che i peperoni la sera si mettono sullo stomaco! Madido di sudore, spalancai gli occhi a mia moglie.

Ingerenza umanitaria

Fioccano spot di ogni tipo, crudi e feroci, mielosi e buonisti, contro la violenza sulle donne. E mi sta bene. Intanto sono in attesa di qualcuno che si prenda la briga di difendermi dall’ingerenza umanitaria di mia suocera.

Insigne genialata

Perché Luciano Spalletti, allenatore del Napoli,  ha sostituito Lorenzo Insigne nove volte su dieci?  Perché spera che dopo la sostituzione venga assegnato un calcio di rigore al Napoli.

Le leggi dei peggiori

Mentre Gesù si dirige verso la casa di un fariseo, si presenta davanti a lui un uomo idropico, cioé affetto da una malattia che causa un gonfiore esasperato nel volto e nel ventre per l’accumulo di liquidi (com’è tòpos nelle raffigurazioni dell’episodio, sin dai primi secoli). Sappiamo anche dal brano evangelico* che l’episodio si svolse di sabato, giorno di riposo e inattività assoluta, così com’era imposto dalla Legge. La domanda quindi fondamentale: È lecito curare di sabato? Gesù Cristo, in quanto Dio, conosceva meglio di tutti gli altri il contenuto e la necessità della Legge, che Egli stesso consegnò dall’intimità del fuoco trinitario al suo profeta Mosè. Il decalogo è anzitutto una legge morale, che cioé riguarda il rapporto dell’individuo con la propria stessa perfezione (o santità). In secondo luogo, essa stabilisce una legge sociale, cioé che detta il modo corretto con cui relazionarsi con il prossimo. I farisei e i dottori della Legge avevano eliminato di fatto il primo punto, rendendola sterile, ed esaltato il secondo. Così facendo, la Legge perdeva il proprio fine, ossia la santificazione dell’uomo. La Legge diventava uno strumento di controllo squisitamente politico delle masse. Oggi assistiamo a un problema molto simile, anzi per certi versi più esasperato e più grave. Ma l’uomo, vittima di una Legge svuotata del suo fine soprannaturale, è un uomo spiritualmente idropico. San Beda il Venerabile, grandissimo Dottore della Chiesa, così scrive a proposito: Misticamente, l’idropico rimanda a colui che viene aggravato dal flusso di desideri carnali. E così sant’Agostino di Ippona: Così come quanto più il malato abbonda di umori disordinati tanto più ha sete, così l’uomo quanto più è desideroso di averi che non sa usare bene tanto più li desidera ardentemente, ed è cioè schiavo di ciò che passa, di ciò che non è eterno. Un autore non cristiano, ma che tanto ha influenzato il pensiero cattolico, Cicerone, scriveva che nessuna azione retta, se forzata, è giusta. Quando la società costringe l’uomo al rispetto della legge solo da un punto vista formale e relazionale, di facciata, e non usa la legge morale per il miglioramento dell’individuo dall’interno, la conseguenza è semplicemente quella di reprimere i desideri dell’uomo, così come si reprimono i liquidi corporei dell’idropico, che non hanno sfogo, e causano grande sofferenza all’anima. Il Signore è venuto a sanare con il suo tocco: la Grazia (Gaetano Masciullo)

* Un sabato Gesù era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per prendere cibo e la gente stava ad osservarlo. Davanti a lui stava un idropico. Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: È lecito curare di sabato? Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse: Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato? E non potevano rispondere nulla a queste parole. Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola: Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato (Luca 14, 1-11).

I discorsi paralleli e i moralisti fessi

Zia Clotilde e donna Clara, la signora del primo piano, erano un po’ dure d’orecchio, ma non volevano ammetterlo. Spesso erano (volontarie) attrici di dialoghi surreali. Tipo, donna Clara si affacciava: Cloti’ meno male, oggi è proprio una bella giornata! E zia Clotilde: Ah no, io invece sto cucinando i fagioli!  Zio Gaspare, marito di Clotilde e professore di matematica in pensione, per sfotterle interveniva pure lui a cavolo: Pure io oggi c’ho un mal di testa… e poi mi diceva: Quelle due fanno i discorsi paralleli, domanda e risposta non s’incontrano mai. E io: Zio, ma se a loro va bene così, a te che ti frega? Oggi per “discorsi paralleli” o vai su Facebook o entri in una chat: uno dice che ha mangiato pasta e fagioli, un altro che è una bella giornata, uno racconta una barzelletta. Manco Biden che vuole spiegare i vaccini a Trump o Renzi e Zingaretti che parlano di alleanze! Le repliche, al di là di un pollice in giù o di qualche cuoricino non vanno, le controrepliche sono merce assai rare. E un sacco di zio Gaspard ci vanno giù pesante: I social hanno ucciso il ragionamento…, in realtà ognuno si chiude in se stesso…Ed anche a questi zii io replico: Se a loro va bene, a voi, che vi frega? Piuttosto, ditemi voi qualcos’altro di intelligente, vi ascolto!

L’intelligente…

… è il tipo che, avendo trovato un oggetto dimenticato nel posto sbagliato, lo ripone dove è più logico conservarlo… e poi non lo ritrova più; è il tipo che prima dice A ad uno scemo che capisce A, poi si lamenta con lo scemo: Ho detto A, ma si capiva chiaramente che intendevo dire B!; è il tipo che ascolta attentamente il discorso di uno scemo e alla fine gli dice: Ho capito perfettamente e sono d’accordo su tutto: solo, per piacere, potresti ripetere?; è il tipo che, per non lavorare, riesce sempre ad affidare il lavoro ad altri, specie se si tratta di evitare affaticamento del cervello; è il tipo che, prima di parlare, pensa a lungo… ad altro; è quello che sempremente e comunquemente, diffida delle soluzioni troppo semplici, perché il problema in realtà è più ampio; è il tipo che sveglia la moglie che ha dimenticato di prendere il sonnifero; è il tipo che chiama se stesso col cellulare perché non riesce a trovare il cellulare; è il tipo che rispettosamente prende tutto sul serio, perché solo gli scemi ridono: quindi, se quello che ho scritto vi ha fatto almeno sorridere, siete scemi.

Riscossione cinese

Sacrilegio! Parliamo male della Cina (certamente not good for business/Via della seta). Taccio di Hong Kong perché non mi piace vincere facile. Nel 1989 i reati punibili con la pene di morte erano venti, ora sono sessantotto. Il (crescente) numero dei condannati, buono per il traffico di organi, è segreto di Stato. Le condanne a morte possono diventare un pubblico spettacolo. Il costo del proiettile a carico della famiglia del condannato. In Italia le società che riscuotono i tributi sono pagati con un aggio, cioè con una percentuale sulle imposte riscosse. E chi paga questa percentuale? Tutti i cittadini (teoricamente) beneficiari delle imposte riscosse? Nient’affatto: la pagano proprio gli stessi soggetti che hanno pagato la tassa all’esattore: sistema pallottola cinese. Assolutamente legale, ha sentenziato il massimo… giudice italiano, la Corte Costituzionale: l’aggio non è eccessivo, perché serve a compensare l’esattore… per le spese affrontate nei confronti dei contribuenti insolventi; che però sono la stragrande maggioranza (87%). E mó chi pava? Il 13% dei disgraziati che rigano dritto.

(bastardidentro)

Chi rompe paga e i cocci sono suoi?

Ma quanno maje! Ma quando mai!

Si ‘a cosa foss‘o vere, Se questo fosse vero,

i che provvist’e cacchi di balle una gran provvista

avisser’’e scassacacchi! avrebbero i rompiballe!

‘E fatti accussì stanno: Così vanno le cose:

chi sta ‘o governo scassa, il governante rompe,

‘o populo zitt’e pava il cittadino paga

e nun tene diritto né può accampar pretese

manc’’a sfavrecatura. manco su qualche coccio.

(Valterink)

Non ho l’età

Camminavo tranquillamente (anche un po’ troppo); in un attimo venni sorpassato da una bellissima ragazza con uno zaino alle spalle, che spingeva una valigia, nient’affatto intimorita dallo sconnesso marciapiede. Dopo dieci metri me ne aveva dati sette. Allora tristemente realizzai: non ho più l’età per correre appresso alle ragazze! Ma per fortuna l’età mi ha reso anche più saggio: non ce la faccio più nemmeno a correre appresso alle chiacchiere dei giornali e dei politici.