La banca è di tutti!

(Mauro Biani)

L’economia è nota come “la scienza triste”. Figuriamoci quanto è allegro Il Sole 24 Ore, che con l’economia si strofina almeno ventidue ore al giorno. In controtendenza, nel luglio 2017,  una spassosissima intervista ad Alessandro Falciai, presidente della Banca Monte Paschi (di proprietà dello Stato, cioè del popolo bue, al 70%): “Non mi stupisce che ora, a valle della nostra esperienza, alcune regole vadano migliorate. Ci avessero pensato prima la strada per il Monte Paschi sarebbe stata più agevole (boh! Non sembra che qualche bancario o qualche banchiere del Monte Paschi era finito in mezzo a una strada o lapidato dai risparmiatori). È stata una tempesta perfetta, ma ne siamo usciti vivi. La banca anche stavolta saprà ricompensare lo Stato del suo investimento(la solita ricompensa, cioè la cessione allo Stato dell’ultimo 30% di proprietà?). “Ce l’abbiamo fatta grazie a una squadra straordinaria” (Non pare proprio che “ce l’abbiano fatta” né che dopo la scampata retrocessione la squadra sia migliorata).

Etruria-Vicenza. Fine della storia?

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(Altan)

… e da che erano due piccole banche in difficoltà si unirono a e divennero un’unica grande banca… di mmerda! 

 

Dov’è il sangue?

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(Magdi Cristiano Allam)

Monte Paschi Siena in un decennio ha bruciato circa 20 miliardi:  9 miliardi circa grazie al grande “affare” dell’acquisto di Banca Antonveneta, il resto grazie a “sofferenze” (mò va a vede’ chi è stato, cantava Eduardo Bennato).

Dov’è il sangue? A leccarsi le ferite, oltre i grandi soci a tutti ben noti (da ultimo Alessandro Falciai), decine di migliaia di piccoli azionisti. Nonché il popolo bue, che, dopo aver generosamente contribuito con i “Monti bond” (ovvero “Monte Paschi bond) adesso si trova anche ad essere proprietario di circa il 70% di codesta “prestigiosa” Banca.

Solito sistema: una gocciolina di sangue ognuno e vai avanti così.

Storia di ordinaria (bancaria) follia

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(Belluno protagonista)

Le crisi bancarie costeranno il posto a circa 10.000 dipendenti (3.900 delle Banche Venete, 3.700 di Monte Paschi,  2.400 gli spiccioli). Siamo in attesa di verificare se il lavoro di questi licenziati se lo accolleranno tutti gli altri lavorando come negri o magari a stipendio più basso perché neoassunti; o se invece nessuno si accorgerà di niente perché senza di loro la carretta tira avanti lo stesso.

Non si è mai sentito di un bancario in cassa integrazione, figurati di un bancario licenziato. Il sistema è invece quello delle “uscite volontarie”. Il dipendente viene “invogliato” a smammare con “incentivi” graziosamente offerti dal Fondo di Solidarietà delle Banche e dal governo, come al solito sempre molto generoso e sensibile (coi soldi nostri). Nell’occasione il popolo bue contribuirà con circa 650 milioni di euro.