Danaro, risparmio ed avarizia

Il Signore pone il cattolico dinanzi a una scelta netta: si è con Dio oppure con mammona(*). Non c’è una terza via. Bisogna però capire cosa significa il nome “mammona”. Secondo la tradizione religiosa cananea è il nome di un demone. Solitamente si dice che è il demone della ricchezza, ma più precisamente è il demone legato all’accumulo disonesto della ricchezza e al suo uso smodato. Quindi, più che il dio del denaro, Mammona è il dio del lusso e dell’avarizia. Come abbiamo già detto in altre occasioni, infatti, l’etica cattolica insegna che il denaro per se stesso (come tutti i mezzi umani) non è nè buono nè cattivo. La bontà e malizia etica dipendono dall’uso che si fa del denaro stesso o dal modo con cui lo si è procurato. Più generalmente, però, Mammona indica ogni forma di attaccamento alle cose materiali. Non solo i soldi, dunque, ma qualunque cosa terrena può schiavizzare il cuore dell’uomo, cioé la sua volontà. E l’analisi di Nostro Signore è molto esplicita a tale riguardo. Qualcuno può illudersi di servire Dio, anche se il principale obiettivo della sua vita è un altro: vivere nel lusso, ambire al potere politico, darsi alla bella vita. Invece, dicendo che o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro, Gesù ci dice di dare chiare priorità alla nostra vita e condanna in maniera esplicita il consumismo. Attenzione: ricchezza e consumismo non sono necessariamente collegati, come una certa demagogia vorrebbe far credere da qualche secolo a questa parte: il consumismo è l’atteggiamento compulsivo per cui l’essere umano ricerca la propria felicità nelle merci acquistate, così che, appena esce un nuovo iPhone o un nuovo vestito griffato, subito l’individuo avverte l’esigenza di rinnovare il catalogo dei propri averi per sentirsi felice. Ma è una felicità falsa, effimera, che lascia subito un vuoto radicale nell’anima. Cristo dice: Non preoccupatevi di quello che mangerete o di come vestirete: l’anima non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Con questo, non vuole dirci che dobbiamo vivere senza curarci dei mezzi necessari per sostentarci, ma di essere moderati e soprattutto di affidarci alla Provvidenza. Per questo, Cristo prosegue a dire: Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e ogni altra cosa vi sarà data in più. La terapia all’atteggiamento malato del consumismo è l’etica del risparmio, che la Chiesa cattolica ha sempre raccomandato, in maniera particolare negli ultimi secoli di dottrina sociale, a cominciare dalle grandi encicliche di Leone XIII. Se uno mette al primo posto la ricerca della Verità e la crescita nella grazia, di conseguenza ricercherà e userà anche i mezzi materiali in maniera tali da metterli al servizio della giustizia del regno, cioé a maggiore gloria di Dio e per il bene del prossimo. E il Signore provvederà, secondo meriti e bisogni, in misure che noi ignoriamo, perché conosce le intenzioni di ognuno (Gaetano Masciullo)

* Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona. Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena (Matteo, 6, 24-34)