Estate cafonal chic

Mitica Haeley-Davidson! – In discoteca, parcheggia con Harley-Davidson il sessantacinquenne maxistempiato e lungo-codinato, scaricando dal sellino l’annessa compagna bionda arrepecchiata.

Offro io! Al piano bar, lo squarcione delle ventitré ordina champagne ed offre spumante.

Che si sappia, sono solo! – Al Quisisana, un meditabondo fighetto bel tenebroso sorseggia solitario acqua minerale non gasata.

Mamma mia, quanti clienti! – Al lido, il maxi-avvocato, con moglie – mocciosi – ombrellone – paperelle al seguito, è in eterna call-conferenza con i clienti.

‘a pepat’’e cozze! – Sul molo, un pannazzaro superpancettato strilla a cellulare, invitando qualcuno “p’a papata ‘e cozzeche ’ngopp’a varca”.

La fama, che guaio! – All’uscita dal locale notturno, l’attrice   semi-conosciuta lascia sul posto l’attempato boy friend turno per rincorrere infuriata i paparazzi che, regolarmente avvisati dall’ufficio stampa, l’hanno immortalata in tenero atteggiamento.

Sono giovane, mamma, libera e bella! – La giovane mamma notturno-emancipata, con annesso bebé dormiente in tracolla, si reca in moto da qualche parte, perché lei alla sua libertà non rinuncia.

Il bikini è un diritto! – Spaparanzata sul bagnasciuga, una serenetta cicciona bikini-compressa non mostra alcun complesso, ma molta ciccia (il bikini è un diritto!). 

Son triste, ma con stile! – L’anonimo ed oscuro baretto fuori mano ospita malinconico il bevitore solitario delle quattro di mattina, che non sai se è un intellettuale introverso, un disperato alla fine di in amore o un povero cristo derubato dell’automobile, in attesa di salvatore a quattro ruote.

So’ Diego, ti spiego! – A Capalbio, il burino politico agosto-stanziale pontifica in romanesco a beneficio del colto pubblico e dell’inclita guarnigione di inseparabili adulatori. 

Il merito è mio! – A sera, ai ruderi dell’arena, il sindaco si piomba puntualmente sul palco per aprire lo spettacolo, rubacchiando uno straccio di visibilità con gli immancabili ringraziamenti alla pro-loco.

Estate, finisci! – Il solito furbo che in ferie ci va a luglio, perché ad agosto c’e solo casino e poi in ufficio è una pacchia. Come se la passa? In una stanzetta che desolatamente affaccia su una chiostrina, senza alcuna signorinella pallida dolce dirimpettaia del quinto piano. Naviga triste per il web, illuminato solo dallo schermo, facendo scorrere video messi in rete da gente ancor più disperata di lui.