Giochino cinese

(Staino)

Gli illuminati leader cinesi, delegati a pensare dai loro governati (per i quali vige la regola uno vale zero), si sono riuniti in gran segreto a Beidaihe, presso Pechino. Il Presidente Xi Jinping ha poi trionfalmente annunciato l’ennesimo nuovo corso: ricchezza moderata per tutti piuttosto che smodata per pochi, i più ricchi dovranno restituire qualcosa alla società (cioè ai suoi illuminati governanti). Ovviamente per respingere i rischi finanziari (connessi all’erroneo uso che i ricchi potrebbero fare del proprio danaro) ed allo scopo di perseguire  la prosperità comune. La neutrale ANSA non manca di riportare le solite stime del Nobel per l’economia Thomas Piketty, sull’acuirsi delle disuguaglianze di reddito tra i Cinesi (magari prima cento cinesi guadagnavano tutti 10; poi cinquanta guadagnano 12, altri cinquanta guadagnano 100: comunque i primi cinquanta sono diventati, secondo Piketty, più poveri degli altri). Le imitazioni made in China (tranne i virus) non hanno mai funzionato bene, a cominciare dai giochini, colorati con vernici tossiche, che si rompono dopo poche ore. Però bisogna ammetterlo: il giochino occidentale togli ai ricchi per dare ai poveri è stato ben copiato.