Diarrea e parlamento

In Corea del Sud, a Suwon, poco a sud di Seul, esiste il Museo della Toilette, realizzato nel 2007 dall’ex sindaco della città, anche Presidente dell’Associazione Toilet nel Mondo, e poi dai familiari donato alla città. Il Museo è composto di un’enorme casa di due piani, circondato da un parco a tema con sculture in bronzo e in pietra. L’accesso è gratuito. Ci riserviamo di comunicare se i servizi igienici del museo siano o meno anch’essi gratuiti.

Il Coleano (recita) Il Coreano (sottotitoli)

Pel culale la diallèa Per curare la diarrea

c’è un sol posto: la Colea. c’è un sol posto: la Corea.

Solo qui esce uno stlonzo Solo qui esce uno stronzo

da ogni culo, anche di blonzo. da ogni culo, anche di bronzo.

l’Italiano 

Uno è il posto in cui la faccia

è una fonte di merdaccia:

il bel nostro Parlamento,

di bovini grande armento.

Celerità futura

Raggiunto finalmente l’accordo sulla riforma della giustizia penale: i processi (salve le doverose deroghe), saranno più veloci… a partire dall’anno 2025: quanto basta per spendere subito i fondi del Recovery Plan. Si affretta ad esultare il ministro (pardon, la ministra) Marta Cartabia (prima che il prossimo governo proceda alle canoniche correzioni): Ora (!!!) giustizia celere. Durante la precedente… breve fase transitoria, la durata sarà un po’ più lunga. Accordo unanimime delle forze governative. Come di regola quando si tratta di rinviare.

Furbetti der quartierino e… de borgata

Pochi furbetti der quartierino possono provocare ingenti danni. Ma la somma dei piccoli danni di tutti i furbetti di borgata non è poca roba. Nella sola Genova (mica Pomigliano d’Arco!) stanati ben mille e cinquecento furbetti del reddito di cittadinanza ’nza ’nza. Circa tre milioni e mezzo di euro (irrecuperabili) il danno della frode, che, se non scoperta, avrebbe fruttato oltre undici milioni di euro. Implicati anche dei CAF consigliori (sovvenzionati dal Governo per la brillante collaborazione al buon esito della misura). Impietoso persino l’algido Sole 24 Ore sulla vittoria di Pirro contro la povertà di una misura rivelatasi facilmente permeabile a forme di frode (proprietari di ville e di autovetture di lusso, evasori totali, trafficanti di droga, mafiosi con condanne definitive etc. etc.). Il bilancio del 2020 è cinquanta milioni (irrecuperabili) di euro. A questo danno bisogna aggiungere il costo-lavoro di dipendenti INPS, magistrati, polizia e finanzieri impegnati nella lotta a questo crimine. Quanto alla disoccupazione, è stata sconfitta ancora di meno della povertà. Persino il buon (!) Matteo Renzi, esasperato annuncia un referendum abrogativo. Intanto Di Maio-Draghi (in ordine alfabetico ed il secondo probabilmente turandosi il naso) tirano dritti con il rifinanziamento della misura, con allargamento della platea. Ovviamente con i rituali controlli più stringenti.

Il lupo perde il pelo ma non il Decreto

SuperMario Draghi, dopo aver riabilitato il Giggino nazionale rifinanziando il Reddito di Cittadinanza, non poteva certo abbandonare nella mer..ce scaduta compare Giuseppi: con altrettanta nonchalance ecco attribuire nuovo lustro ai famigerati (e legalmente inefficaci) Decreti  Legge non convertiti, contrabbandati come efficaci dal Governo e tali sottintesi da annessa stampa appecoronata. Stiamo parlando del green pass, che sta surriscaldando più dell’afa estiva le italiche piazze. Inopinatamente molto critico anche Giuseppi, non tanto sul merito della misura, ma sul metodo: lui avrebbe rapidamente provveduto con DPCM.

Dispetto politico

Enrico Letta, per rimarcare orientamento maggior filo-LGBT di Matteo Renzi (e per fare a lui dispetto), senza nemmeno consultare la Direzione, ha cambiato sesso. Nel partito nessun membro  ha accettato di sacrificarsi. Il solo a chiedere un informale tête à tête per approfondire gli aspetti strategici del gesto è stato Antonio Marrazzo. Matteo Salvini ha immediatamente indetto una conferenza stampa, per  confermare che lui ce l’ha duro. Zio Silvio Berlusca ha dichiarato che con Enricuccio non ci parla più, ma che per il pene (pardon, per il bene) della nazione garantirà appoggio esterno al governo, stoicamente dichiarandosi disposto ad affrontare anche un semestre in bianco. Hanno minacciato filibustering e confermato dura opposizione Fratelli d’Italia e PDP (Partito D’’o Pilu). Nel PD la solita unanimità di facciata precede l’ennesimo avvicendamento alla segreteria;  la base non lo ritiene all’altezza, ritenendo che il prodotto sia stato un’estensione dell’area delle destre (concetto a geometria variabile che indica chiunque non vota allineato con il PD; in passato comprendeva anche il gregge pentastellato).

Date a Cesare 2021

Dio: Non temere, Ciro! Detterò Io le parole!

Don Ciro: I democratici fecero una riunione per trovare il modo di mettere in difficoltà Gesù con qualche domanda. E Gli mandarono alcuni dei loro economisti a libro paga, insieme con altri del Partito Unico della Spesa. Gli chiesero: Maestro, sappiamo che insegni veramente la volontà di Dio, perciò veniamo a chiedere il Tuo parere: la nostra Legge permette o non permette di pagare le tasse al Governo romano? 

Dio: Ciro, facciamoli neri!

Don Ciro: Ma Gesù sapeva che avevano intenzioni cattive e disse: Ipocriti! Perché cercate di imbrogliarmi? Fatemi vedere una banconota, di quelle che ormai servono principalmente a pagare le tasse! Politici ed economisti fecero una colletta; poi un politico, che aveva ricevuto dagli altri sessanta euro, porse a Gesù una banconota di cinquanta euro, molto dolendosi di non poterla sperperare per il pubblico bene. 

Dio: Vai Ciro! Li abbiamo messi all’angolo!

Don Ciro: Gesù passò la banconota a Giuda, cassiere del gruppo, cui solo il suicidio avrebbe stroncato la carriera a banchiere centrale. Poi domandò: La firma di chi è? I politici, che di firma al massimo sapevano scrivere la propria, giravano e rigiravano le banconote e tacevano, assistendo impotenti alla lenta ma inesorabile svalutazione… (pausa) della propria reputazione e della cartaccia che maneggiavano.

Dio: E adesso, finiamoli!

Don Ciro: Finché un economista, rotti gli indugi, sventolando un centeuro, gridò: Mario Draghi! E Gesù replicò: Dunque, date a Draghi quello che è di Draghi, ma quello che è di Dio datelo a Dio! I politici, capita l’antifona, mogi mogi tornarono a Roma ed il dì seguente nominarono Mario Draghi Presidente del Consiglio.

Bimbo libertario: Ah! Ah! (scappellotto) Ahia!

Genitore democratico: Shhh!

Don Ciro: Cari fedeli, un minuto di raccoglimento per disperarci sulle parole del Vangelo!

Bimbo libertario: Ah! Ah! Ah! Ah! Papà, don Ciro ha ragione!

Genitore democratico: Shhh! Non ridere, che stiamo in chiesa! Se no a casa ti do anche il resto!

Dio: E vai! Gioco, partita, incontro!

Dalla culla all’oltretomba

(Don Williams – I recall a gypsy woman)

Appena nato hai già un codice fiscale. Puoi sfangarla solo se non nasci. Quando muori la tassa sul morto attende implacabile i tuoi familiari, colpevoli di esserti sopravvissuti. Puoi sfangarla solo se sei eterno.  

Carrozzoni sovranisti

I servizi pubblici di raccolta rifiuti e  mobilità (gli autobus) sono gestiti a Roma in house (cioè direttamente dal Comune e senza gara di appalto) mediante ATAC e AMA, società dello stesso Comune, che provvede quindi anche… ad assumere il personale necessario (… e non); questo in deroga alle direttive europee, che impongono gare di appalto, anche internazionali, in applicazione del principio di concorrenza con relativo risparmio di costi per gli utenti.Dal sito ufficiale di Roberto Gualtieri, per la serie pubblico è bello, apprendiamo che per AMA è prevista la nomina di un nuovo management di grande professionalità (!!!). Per ATAC la solita fuffa: organizzazione del traffico in modo sostenibile e integrato, sistema integrato di ferrovie, metropolitane e rete tranviaria, ecc., ecc. (non erano eccetera, ma starnuti di allergia allo statalismo). Gare di appalto? Manco pe’ sogno! Siamo tutti europeisti, ma non toccateci mangiatoie e clientele: qui comandiamo tutti noi… der carrozzone!

Il lupo perde il pelo ma non il bonus

La sempre aperta ferita della riforma tributaria è affidata alle abili mani del Governo dei migliori. Nel solito guazzabuglio di aliquote fisse e proporzionali, ogni forza politica tira per le proprie proposte di bandiera, ma tutte concordano che urge una drastica semplificazione, specie in materia di agevolazioni. E, giusto per coerenza,  solo pochi giorni dopo l’approvazione del documento condiviso…. il Parlamento ha approvato un’altra ventina di bonus di varia natura, con un costo complessivo di circa 800 milioni di euro.

Pagare tutti, pagare… ancora


(AGJ)

Il G20 ha deciso: minimum tax (al momento) del 15%, compresi i giganti del web. Stimato un gettito annuo aggiuntivo di centocinquanta miliardi di dollari. Il tartufesco Pagare tutti pagare meno imporrebbe che a beneficiarne fossero gli altri contribuenti minori. C’è da giurare invece che anche questo tesoretto sarà da illuminati governanti investito per pubblica utilità; con livida soddisfazione del popolo bue ed annessi rancorosi commenti: Anche i grandi hanno pagato!