Caramelle, ricreazione e finanza allegra


(Claudio Cadei)

Il famosissimo patto di stabilità europeo imponeva ad ogni Stato di non superare limiti di deficit (passivo annuale) e di debito (ammontare complessivo). Come rispettarli era affare di ogni Stato: all’Europa poco interessava se uno Stato aveva rubato le caramelle ai bambini o il pane ai pensionati. Con la pandemia il patto è stato sospeso fino al 2023: anno in cui la ricreazione finisce: occorreranno politiche prudenti, che, come ha ammonito l’italoeurocommissario Paolo Gentiloni, dovranno necessariamente comportare una riduzione della spesa corrente. E qui cominceranno le dolenti note. Mostrando una spiacevole continuità con quelli che l’hanno preceduto, Il governo del cambiamento ha incrementato notevolmente la spesa corrente (postifici e foraggiamento di clientele e bacini elettorali vari) a danno di quella in conto capitale, né dopo la musica è cambiata. In Germania, invece, la spesa in conto capitale prevale su quella corrente. Nè risulta che la Merkel si sia particolarmente distinta in macelleria sociale.