Equivoco politico-familiare

Stamani mia moglie, volendo fare la carina, si è rivolta a me con un un inusueto diminutivo: “Franceschino bello…”. Sono andato su tutte le furie e, senza dire una parola, ho rapidamente indossato il gubbino e sono uscito di casa sbattendo la porta. Sbollita la mattana, preferendo la cucina di mia moglie a quella del ristorante, sono tornato mogio mogio a casa. E finalmente ci siamo chiariti: avevo capito “Franceschini”!

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