Al nemico che entra ponti d’oro

Grazie anche ai meriti accumulati per l’esportazione del coronavirus, il negoziato di accordo sugli investimenti Cina-UE ha beneficiato di un’improvvisa accelerazione. Per quale motivo un imprenditore che decidesse di investire e rischiare i propri soldi in Cina dovrebbe bisogno di un accordo internazionale è un mistero doloroso quanto irrisolto. Il lavoro forzoso (papèle papèle la schiavitù) non è più un ostacolo: Pechino si è addirittura… impegnata a lavorare…in vista della ratifica di una convenzione specifica sul lavoro. E generosamente addirittura ha… ridotto la lista degli investimenti stranieri vietati in Cina. Di Hong Kong, espropriata della libertà e vigliaccamente abbandonata dall’Europa al suo destino, manco a parlarne: se no i Cinesi s’incazzano e addio affari. 

Intanto la Corte dei Conti europea, che come l’italica collega è pagata per predicare severamente nel deserto, ha bacchettato gli accordi bilaterali dei singoli paesi europei tipo “Via della seta”, che finiscono per indebolire l’Unione nei confronti della Cina. Sarebbe ingeneroso comunque accusare il nostro Maioministro dell’epoca: il poveretto nemmeno se ne rendeva conto.

Non ti pago

La vicenda avrebbe del paradossale, se non si svolgesse in Italia. Terremoto del 1990 in Sicilia, provincie di Catania, Siracusa e Ragusa. La Legge Finanziaria del 2003 (art.9, comma 17), a soli… tredici anni dal sisma, stabiliva il diritto ai contribuenti “terremotati” di versare solo il dieci per cento delle imposte dovute per il triennio 1990-1992. Con buona pace dei contribuenti che avevano già pagato le tasse per intero, che ottennero il rimborso con varie sentenze, a partire da quella della Corte di Cassazione 2007 (e gli anni passano a diciassette). La legge 190 del 2014 (art.1, comma 665) sospese i rimborsi in attesa di “verifica di compatibilità con l’ordinamento europeo” (tutto è buono, per non pagare). Con la conseguenza che l’IVA è rimasta esclusa dal rimborso, le altre tasse rimasero comprese. Nel 2017 (e siamo a ventisette anni) un Decreto Legge, che ironicamente si titolava “Disposizioni urgenti per la crescita del Mezzogiorno”,  nell’articolo 16-octies, che per comodità chiameremo “Non ti pago”, con la strafottenza di chi ha il coltello dalla parte del manico, dimezzava e diluiva nel tempo i rimborsi., subordinandoli alle “disponibilità” dei fondi. E l’Agenzia delle Entrate “diligentemente” continua a rifiutare i rimborsi. 

Con il “Non ti pago” è stato felicemente raggiunto il traguardo dei trent’anni. Nel frattempo i treni sono diventati ad alta velocità e la Pubblica Amministrazione si è abboffata di computer, sempre più veloci, per… accelerare il suo operato.

Pasti gratis e regali del governo

Approvata finalmente la tabella dei progetti da finanziare con il Recovery Plan: 196 miliardi, di cui circa 75 per spese già previste (tendenziale): cioè sarebbero stati spesi anche se non fosse esistito alcun Recovery Plan. Gli altri 121 sono “aggiuntivi”, aumentati all’ultim’ora di 15 miliardi rispetto ai già previsti (tendenziali). Dalle colonne della prima pagina Sole 24 Ore (Confindustria sempre sia lodata) Giorgio Santilli parla di “regalo di Palazzo Chigi alle ragioni della crescita”. Gabriele Buia, presidente di ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) esulta per l’ennesima elemosina governativa: “È una prima battaglia vinta”. All’interno del medesimo quotidiano  spiegata l’amara verità: in pratica i 15 miliardi “in più” avrebbero contribuito, insieme agli altri 75 del “tendenziale” al contenimento del deficit. 

Un noto detto dell’economia recita “Non esistono pasti gratis”, qualcuno dovrà pur pagare il conto: in tal caso figli e nipoti degli Italiani (anche di Gabriele Buia, se può consolarvi).

Affari rischiosi

Inarrestabile tour dell’’ahinoi immarcescibile Ministro per gli Affari Esteri Giggino Di Maio (il potere logora chi non ce l’ha). Il globe-trotter stavolta ha fatto visita al governo quatariota (in gigginese quatarino) per promuovere gli evidenti interessa alla “transizione energetica” degli italici edicolanti, tabaccai, droghieri, parrucchieri, callisti, etc. etc. Riallestendo con i democraticissimi cinesi (vedi Hog Kong)  la via della seta, Giggino è riuscito ad importare il covid. Ora sta contrattando con i quatarioti (pardon quatarini), fiancheggiatori dei terroristi internazionali e banditi persino dai paesi arabi; se il buon giorno si vede dal mattino, non sono preoccupato: sono terrorizzato.

Chi rompe paga e i cocci sono suoi

 

(voci: declamatore, Gabriele Ottaiano traduttore vetrioloblog)

Chi rompe paga e i cocci sono suoi.      

Ma quanno maje! Ma quando mai!

Si ‘a cosa foss‘o vere Se questo fosse vero,

i che provvist’e cacchi di balle una gran provvista

avisser’’e scassacacchi! avrebbero i rompiballe!

‘E fatti accussì stanno: Così vanno le cose:

chi sta ‘o governo scassa, il governante rompe,

‘o populo zitt’e pava il cittadino paga

e nun tene diritto né può accampar pretese

manc’’a sfavrecatura. manco su qualche coccio.

Vangelo apocrifo 2

In quel tempo l’imperatore Augusto con il solito frettoloso decreto ordinò il censimento di tutti gli abitanti dell’impero romano. E le successive disposizioni applicative e semplificative stabilirono che ciascun cittadino doveva farsi registrare non dove era più logico, nel paese di residenza, ma nel proprio “luogo di origine”. E così Giuseppe, pure essendo residente a Nazaret, fu costretto a registrarsi a Betlemme, luogo originario di Davide, suo lontano avo di cui si e no aveva ogni tanto sentito parlare. Mise Maria in groppa all’asino e partì per il lungo viaggio. Ad una sosta furono derubati di parte dei finimenti dell’asino da un ladruncolo all’inizio della sua carriera, che certo non immaginava che dopo trentatré anni sarebbe stato crocifisso proprio insieme al bimbo che Maria portava nel grembo: peggio per lui, doveva leggere attentamente le scritture, invece di derubare il primo che aveva a tiro. Erano quasi giunti a Betlemme, quando furono invitati ad accostare da una truppa della romana Guardia di Finanza capitanata da tal Matteo, che ovviamente trovarono mille difetti: la sella non rispettava le norme di sicurezza (vagli a spiegare che avevano rubato i finimenti), che Maria era minorenne e Giuseppe non poteva assolutamente essere il marito (e vagli a spiegare che proprio per questo andavano a registrarsi), etc. etc. Alla fini presero la loro solita mazzetta e chiusero più di un occhio. Di lì a qualche anno Gesù avrebbe scelto proprio quel Matteo come apostolo e un giorno sì e l’altro pure non faceva che rinfacciargli la figura di niente rimediata sotto Betlemme. E, come Dio volle, le tre sventurate vittime della burocrazia censimentaria giunsero a Betlemme: ove dovettero adattarsi a dormire in una stalla, i pochi soldi messi da parte per il viaggio essendo finiti nelle ingorde tasche di Matteo e compari. E qui Maria, senza assistenza pubblica né privata e senza nessun contributo bebè, diede alla luce il bimbo, che chiamò Gesù. E allora Maria comprese il significato delle parole dell’Angelo: “Niente è impossibile a Dio!”

Vangelo apocrifo —>

Quatari’!

L’ahinoi onorevole ed ahinoi Ministro per gli Affari Esteri Giggino Di Maio si è benignato di collegarsi dal Quatar con Fabio Fazio; al quale ha comunicato di aver promosso le imprese italiane presso il il governo “quatarino”.

Gli abitanti del Quatar si definiscono quatarioti, forma che ha sorpassato il fugace quatariano: quatarino (Quatari’, tu nun ghiesce mai d’’a casa, pecché mai te fann’’asci’?) è forma esistente solo nel gigginese (e quindi da adottare obtorto collo anche dal PD, pena una rovinosa crisi di governo). 

 

Ce la possiamo fare

Globalpetrolprices pubblica il prezzo della benzina in 167 paesi del mondo. Modestia a parte, l’Italia figura al decimo posto, seguita da ben 157 paesi in cui il costo è inferiore.  Oltre l’IVA, di fatto paghiamo ben diciassette accise (tasse di scopo), come ad esempio la guerra d’Etiopia 1936, la frana del Vajont, la crisi di Suez del ’56, la missione in Bosnia del 1996, il contratto degli autoferrotranvieri del 2004, l’alluvione di Firenze, il terremoto del Belice nel ’68, quello del Friuli del ’76 e quello dell’Irpinia del 1980, la missione di pace in Libano del 1983: accise legalmente soppresse, ma farisaicamente inglobate nell’attuale accisa gravante sul costo dei carburanti alla pompa. Alla fine, circa due terzi del costo sono tasse.

Ce la possiamo a salire sul podio e magari anche diventare campioni del mondo del prezzo della benzina. Sta a vedere che non siamo capaci di inventarci qualche altra tassa!

Bei tempi che furono…

… quando la gente sfotteva i comunisti: “Portano il cervello all’ammasso”.

Oggi nessuno ammette né di essere né di essere stato comunista. All’ammasso si presentano cervelli dei più svariati partiti e partitini. Separati con cura dagli addetti al servizio: la massa dei peones nell’indifferenziata, i governanti tra i rifiuti tossici.

Piccoli e grandi criminali

“Esistono due potenziali violatori dei diritti umani: i criminali e il governo…In ogni epoca e in ogni paese i criminali rappresentano un’egida minoranza ei danni da essi recati all’umanità sono infinitesimali se confrontatimco gli orrori (lo spargimento di sangue, le guerre, le persecuzioni, le confische, le carestie, l’asservimento, la distruzione generale) perpetrate dagli Stati”. (Ayn Rand, La virtù dell’egoismo, I diritti umani).“Se i governi pianificano le loro entrate e le loro uscite, lo stesso fanno anche i criminali; mentre un governo riscuote le imposte, i criminali impongono il loro tipo di prelievi coattivi; mentre un governo mette in circolazione una moneta fraudolenta o a corso forzoso, i criminali possono falsificare… In tutti i casi, si tratta di interventi coercitivi nel mercato per avvantaggiare un insieme di persone a spese di un altro.  Ma il governo impone la sua giurisdizione su un ampio territorio e solitamente opera indisturbato. I criminali, al contrario, impongono solitamente la loro giurisdizione soltanto su un territorio limitato e generalmente conducono un’esistenza rischiosa” (Murray N..Rothbard,  Potere e mercato). “Per secoli lo Stato ha commesso omicidi di massa chiamandoli “guerra”; ha poi nobilitato il massacro di massa che la “guerra” necessariamente porta con sé. Per secoli lo Stato ha schiavizzato la gente facendola diventare parte dei suoi battaglioni armati, e ha chiamato ciò “coscrizione” per la “difesa nazionale”. Per secoli lo Stato ha rapinato a mano armata i cittadini e ha chiamato questa procedura “tassazione”. Se si volesse capire come il libertario considera lo Stato e le sue azioni, basterebbe considerare lo Stato una banda criminale” (M.N. Rothbard, Per una nuova libertà, Lo Stato come aggressore).