Eclissi di Luna


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(Mazoo)

Giravo per la fiera, cercando un paio di infradito. Al banco una donna anziana, smisuratamente grassa, me ne mostrò vari tipi. Io, che sono l’eterno indeciso, provavo e riprovavo. “Luna, Luna” – esclamò la grassona- “continua tu col signore” e, rivolta a me: “scusi, la serve mia figlia Luna, c’è una cliente che chiede di me”. Restai pressoché pietrificato davanti alla donna più bella che mi fosse mai capitato di vedere in vita mia: una pelle di un colore che giustificava in pieno il suo nome, occhi verdi che riflettevano la luce in un modo unico, un corpo che il mio amico Francesco avrebbe senz’altro definito “butirroso”. E mi chiedeva ancora di che colore volessi gli infradito. “Luna… grazie… ” balbettai con un filo di voce e poi,  abbacinato dal suo sorriso malizioso “scelga lei…” balbettai come un ebete. Ormai in trance, ritirai il sacchetto del travagliato acquisto ed il resto di 50 euro. Mi ritrovai in macchina senza rendermi conto di come vi fossi arrivato. Riposto in auto il sacchetto, mi accorsi di non avere più il cellulare. Corsi di nuovo verso il banco delle calzature, arrabbiatissimo per la magra figura rimediata, ma felice di rivedere Luna. Quasi mi scontrai con la cicciona e le chiesi se sua figlia Luna avesse trovato il mio cellulare. Sembrava non capire: “Sì, l’ho conservato. Ma, signore mio, di quale figlia parla? Sono vedova con due soli figli maschi che mi hanno quasi dimenticata e chissà dove sono!”. “Ma come, non c’era una ragazza con lei?” replicai in preda all’ansia. Intervenne ridacchiando il venditore del banco di fronte: “A dotto’, va be’ che mi so’ scolate tre birre, ma v’assicuro che ‘a nostra poera Nannina sgobba sempre da sola, eh Nannì?”. Cercai di dissimulare il mio sconcerto e tornai in macchina, avvilito e confuso. Aprii il sacchetto: confezione marca LUNA, in effige la bellissima dea che avevo visto o creduto di vedere.

Sono passati due mesi, non ho ancora calzato gli infradito. Ogni tanto riapro speranzoso il sacchetto, ma ogni volta puntualmente è eclissi di Luna.

(Roberto “Roby” Mariniello)

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