Rousseau, cavernicolo virtuoso


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bc_hart_matita_.jpg(Johnny Hart)

E’ molto amato dai socialisti e statalisti di tutte le tribù un celebre un celebre passo del “Discorso sull’origine della diseguaglianza” di Jean Jaques Rousseau: “Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire “Questo è mio” e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i pioli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: “Guardate dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!” 

Riepiloghiamo: un cavernicolo ingegnoso si impossessa pacificamente di un terreno (che prima non interessava a nessuno), recinge, scava e prova a “inventare” una capanna. Senonché arriva un certo Rousseau, cavernicolo “virtuoso”, che non pensa affatto a costruire anche lui una capanna, magari più comoda: invece violentemente strappa i pioli, riempie il fossato ed impedisce che il cavernicolo “impostore” provi a costruire una capanna su quel terreno (a nessuno violentemente sottratto). Ed infine torna a vivere all’addiaccio, cavernicolo e felice di aver liberato l’umanità dal progresso e dalla corruzione della proprietà.

 

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