Il democratico, il liberale e il libertario.

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(Giuseppe Rosati)

Se qualcuno mette le mani sui genitali di un democratico, minimo si becca uno ceffone. E se insiste ci può rimettere la pelle. Se invece gli mette le mani in tasca “per il bene comune”, il democratico, s’incazza ma si lascia derubare: “Se la maggioranza così ha deciso…” Moltissimi esempi in parlamento.  Impossibile nominarli tutti: farei torto a parecchi stronzi.

Se qualcuno mette le mani sui genitali di un liberale, lui non si scandalizza, ma lo prega di smettere. E se insiste rischia l’arresto. Se invece gli mette le mani in tasca “per il bene comune”, lui a malincuore lascia fare, lamentandosi che “il bene comune” per lui è un’altra cosa. In parlamento ricordo Marco Pannella e Antonio Martino, ma sicuramente sto facendo torto a qualcuno.

Se qualcuno mette le mani sui genitali di un libertario, lui se ne va da qualche altra parte, perché con la polizia non vuole averci a che fare. Ma se “per il bene comune” gli mettono le mani in tasca , fa di tutto per non farsi derubare, ritenendo di agire per legittima difesa. Non riesco a ricordare alcun parlamentare, ma spero di sbagliarmi.

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