Articolo 1- L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.

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(Aosta.Cronaca.it)

  • Tutti, anche i  cosiddetti “evasori totali”, paghiamo almeno il 25% di tasse, tra l’IVA su ogni spesa,  tasse sulla benzina, la tassa di possesso dell’autovettura, tassa di soggiorno per l’albergo, bolli sul conto corrente, e su parecchi documenti e chissà quant’altro che adesso mi sfugge (La stima è prudenziale). Le altre tasse, invece, dipende.
  • Un tizio (beato lui) vive di rendita: 500.000 euro l’anno dal fitto di case di proprietà: paga una tassa del 21% sui fitti a famiglie, il 10% sui fitti a studenti (oltre IMU, Tari e bazzecole varie, tipo passi carrabili, consorzi di bonifica).
  • Un altro è ancora più abile: riesce anche a guadagnare rivendendo le case affittate: paga il 20% sul guadagno.
  • Un altro tizio campa di rendita sui soldi investiti in banca: paga il 12,5% o il 26%o addirittura niente, secondo il tipo di investimento.
  • Un povero fesso (mi correggo, fesso ma non povero) i sui 500.000 euro li guadagna lavorando: paga 208.170 euro di tasse, pari al 41,63%. Se aggiungiamo il 25%sulle altre bazzecole, arriviamo al 66,63% (e la stima è sempre prudenziale).

Propongo di modificare l’articolo 1 della Costituzione: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sullo sfruttamento del lavoro (altrui)”

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